Archive for maggiolino, 2009

se me lo dicevi prima

May 28 2009 Published by arsenio under ripostiglio

lo so.
so lo.
è che ci ho avuto di daffare, i’.
mica posso passare il tempo a scriver i post.
mica posso.
posso mica.
posso no.

alùra, stasera vado alla cascina roccafranca di torino e partecipo al “1° campionato nazionale di poesia orale”, organizzato da “via de poeti“.
domani sera invece vado alla libreria massena28 per la presentazione (a cura del superbullo delle parole guido catalano) del librone di beppe marchetti, un’altra estate, edizioni las vegas. ci vado perché ci sarà da divertirsi e ci sarà dabbere, e poi perché se tutta la tecnologia ci assiste mandiamo il tutto in diretta video streaming coi contropistoni viper geek.

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mulliere

May 26 2009 Published by arsenio under ripostiglio

discussione immaginaria tra una mulliera e un mulliero:

- ti ho beccato che ti facevi una sega.
- certo che mi facevo una sega.
- ma come? ti sembra il caso? sei un uomo sposato, oramai. eppoi mi fa schifo pensare che sei lì a menarti il coso guardando orrendi siti porno su internet.
- innanzitutto di siti porno su internet (dove altro vuoi che stiano?) ce ne sono di bellissimi, molti sono orrendi ok, ma ce ne sono di stupendi. eppoi, appunto perché son sposato oramài: qui non si tromba, non si tromba mai! uno in qualche modo deve pur tirare avanti. preferiresti che me n’andassi a puttane?
- no, certo che no. quindi vuoi dire che se si trombasse di più te la smetteresti di masturbarti lì orrendamente nel bagno?
- no.

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certe volte con i miei amici ci parliamo così

May 22 2009 Published by arsenio under ripostiglio

alùra, ci si stase al basa?

(con tutto che quando ci parliam così i link mica si vedon esplicitamente. ma li sappiamo.
il link come espressione del sottintesto, quindi. o del condiviso. mah)

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testo (grezzo) di canzone

May 20 2009 Published by arsenio under ripostiglio

(disclaimer: siccome l’idiozia mi pervade oramai totalmente, ho scritto giù questo pezzo con l’idea che potrebbe diventare una canzone. se qualche cantautore volesse approfittarne)

il pezzo si chiama “casa nuova” e fa piòmmeno così:

ho comperato una casa nuova e rara
non ha il tetto, ma sbagliando si impara
l’ho comperata in fretta e furia, di seconda mano
la rimiro da di fuori che mi sembro un gran ruffiano

non ha muri, pareti e tramezzi
solo soglie di luce e mobili grezzi
è la grotta dei miei freddi polverosi detriti
mi ci sento là dentro come il re degli ittiti

la mia casa è un porto di mare
zeppa d’amici, di donne e calcare
e dal balcone guardo chi passa, chi cede
con la vita legata come palla ad un piede,
son felici solo se vanno dormendo
li lascio passare e fumo sognando
sognando una donna che mi guarda e che vede
quanto cuore ho da darle ma non me lo chiede

la mia casa ha cuoio di scarpe di tuono
che indosso la sera ogni volta che suono
la mia casa è un posto di gioia sublime
mi ci servo da bere gin zucchero e lime

comprerò di mobilia una sedia e un tavolino
di quelli per scrivere storie e una brocca di vino
e se passi ricorda di portar giù gli anacardi
ché io poi ti leggo tutto il meglio di luciano bianciardi

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monomàno

May 20 2009 Published by arsenio under ripostiglio

ho una man sola
 scrivo con quela
con l’altra che ti tengo, ada,
 ma scrivo pian, e i pnsierini mi sfugono
e prue l’ortigrafìa
  di tra che ti guado drmire ciucciando il ciucco
   rnfando di col naso ciuso
e poi ti scopro a sssultare come in un singhiozzo ritardato,
 dopo tutto quel tu pianto di bebè

avri voglia di un bicchiero di vino bianco
 (eccerto che ci voglio dentro anche ‘l campari)
ma non mi possomi di muovermi di qui
 ché altrimenti tu ti ripiangi daccapo
e allora
 me ne sto seduto e tu stravaccata sulla mia gamba
  col formiclìo a il brazzo destr
ho pure voglia di fumare
  fuori piove
è partita mledetta prmavera
 a scriver una riga ci mett u quato d’ora,
chè ci ho una sola mano libera
l’altra è blu
  insensbile
idonea a un bel segone (con quel trucco che poi ti sembra federica)
 e mi fccio passar lo stimolo a starnutire
con la tema che m suon il cllulare
  mi brucia la schiena ma spporto
   per non doverti di sveglare
 te che sei una bimba tutta a modo tuo
che per esser figla nostra
ti dimeni con i fianchi
 e dorm solo se ti leggounpezzo di dino campana
o ti metto su sirianni
melodia per occhi stanchi

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e scriv’un post, arsenio

May 19 2009 Published by arsenio under ripostiglio

il centro di detenzione supersegreto nel quale sto ambientando il mio prossimo romanzo, una cosa di fantascienza distòpica e visionaria, non ha celle e carcerieri. è tutto fatto di prati verdi. ma sta su un pianeta che non è la terra. non è il nostro puzzolente, devastato, azzurro blu, pianeta terzo del sistema solare. ed è supersegreto, il centro di detenzione per malati mentali. quasi nessuno sa arrivarci.

niente.

c’è stato il LitCamp2009, che per rispetto all’ortografia a cammello dei wiki che si rispettano, scrivo con elle e ci maiuscole.

niente.

e allora mi son detto scriv’un post arsenio. scrivilo, via. con tutti i link precisi, via.
eh.
ma cosa lo scrivo affare?
l’han già scritt’in tanti. ‘ me la ridondanza, ‘le volte. (e mi danno, mi danno fastidio, ’sti apostrofi alla rovescia, ma son pigro di trovare l’entity html giusta eccazzo)
e non è che io non dica grazie. ché poi sembra che io non leggo le cose che si scrivon in giro (ok, è vero, per la maggior parte delle volte non le leggo, e non è che son snob, mi piacerebbe, ma no, è che son pigro, propio, propio pigro). però poi a questo giro qualcosa ho letto e mi son detto: han detto fatto tutto loro. loro tutto loro, fatto, han. via.

io son qui che combatto con questo senso che mi sento solo. ché qui senso è da legger come sensazione. sense and sensibility (no, niente, è che assonava).
son qui che combatto col sudore dello star seduto al sole con le mutande da ginnastica di maglina colorata e le calzette incrostate d’adidas puzzolenti. da buttare. le adidas.
son qui che penso che dovrei scriver robe intraducibili. soprattutto nel mondo anglosassone.
son qui che aspetto i subs di breaking bad s02e11.
son qui che mi dico che mai più, mai più, mai più tre cose sul litcamp:
1. mai più che me ne vengo giù a barcampàre senza il bibitone all’arancia spremuta e gin e ghiaccio nell’ex bottiglia del tè alla menta, marca sanbernardo (tappo largo, ci passa il cubetto ‘ ghiaccio);
2. mai più un litcamp durante la fiera, il salone, il cazzo, del libro. se la gente vuol venire che ci venga indipendentemente;
3. mai più partorire una bimba a che mancano due mesi dal litcamp
3 e un pezzo (per restar nella conta). mai più un litcamp senza luciano bianciardi.

vorrei riuscire a scrivere una canzone che bob dylan mi canterebbe volentieri, che mi prende da parte, mi prende, da parte, con un braccio mi circonda le spalle, io sento il suo profumo di pervinca che nasconde la puzza di anziano, di croste e dita rugose, mi prende da parte e mi dice, ehi gudmàno mi piace quest’ultimo tuo testo, posso di farci su una canzone? (che nei miei sogni scritti bob dylan parla come me, abbonda con le preposizioni, e mi chiama gudmàno, nel senso anglosassone di bravuomo).
e io che ho gli occhi pieni di lacrime brillanti gli dico di sì, anzi non glielo dico, annuisco solo e lui annuisce pure, si vede ch’è contento, si porta una sigaretta di tabacco alla bocca, e io frugo nella tasca e gliel’accendo col bic rosso piccolo da novanta centesimi di euro.
poi bòb, ché oramai son in confidenza e lo chiamo bòb, mi dice però non ho capito di cosa parla questo tuo ultimo testo, è interessante, ma ho no capito di cosa parla.
non lo so di cosa parla, bòb, forse parla del senso della solitudine, nel senso della sensazione, della solitudine. nel senso del senso della sensazione. forse parla di jokerman. e tremo e mi mancano le parole.

niente. non so.
che scrittore del mènga.
vorrei.

il protagonista del mio prossimo romanzo di distòpica fantascienza parla sdraiato dal centro d’un prato del centro di detenzione interplanetario fatto di prato verde, e racconta di come è finito in un centro per malati mentali. è qualcosa che ha a che fare con il trattamento delle femmine. di come si trattano le femmine, il mio prossimo romanzo che sto scrivendo dal balcone in pieno sole che se ci avessi i pannelli solari ci alimenterei questo mac con cui ci scrivo le cose. sapete le cose?

allora, questo sarebbe un post scritto d’arsenio.
sì.
sì sì sì sì sì sì sì sì.
sì sì sì.
sì sì.
sì.

(e per i link vedi friendfeed)

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risvegli

May 17 2009 Published by arsenio under ripostiglio

risvegli come questi ne ho avuti di quei tanti.
voglio dire.
non che ci sia qualcosa da vantarsi.
sono le 12 e cinquantasei cinquantasette.
ho il mal della nella testa. non che non abbia il mal di della nella testa.
due giorni di litcàmpo, anobii party + pride + imbarchino.
son tornato alle quattro stanotte mattina, ché a dir la verità mi son portato in giro tutta la sera in bicicletta lo zainone con tutta l’attrezzatura, lo studio video mobile, cavalletto compreso, eh eh. son pure volato con la bici e ora mi fa male un gomito. destro. son caduto in punta di gomito. e non è che l’avessi alzato molto, no. era lo zaino propio ch’era pesante. propio.
solo per dire che ci metterò ancora un poco prima di scrivere le considerazioni di carattere generale su ieri e compagnia bella.
sii paziente.

ps: la mia bici ha il cambio rotto, bloccato su un rapporto cortissimo. pedalo pedalo e non mi muovo.

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