cose divertenti che rifarem mai più no

quest’è uno di quei cosi-post che scrvo ultimamente, scrivo voglio dire, ché son con una mano sola, ché son padre, cioè uno di quei post con-una-mano-sola, ché nell’altra c’è un’epsilon che sbraita (eh sì, l’ho già pensata anche io la battuta “perché invece prima che eri no padre non scrivevi sempre post con una mano sola? solo che nell’altra c’era una versione 1.0 di youporn.com).
in ogni, caso, in ogni caso, è che evidentemente sto in un momento di sconforto nostalgico e pregno, dico pregno, d’un romanticismo snob e fuori luogo e fuori tempo e fuori da ogni logica e ragionevole e beneamata considerazione di carattere generale su un passato online che mi sembra morto e sepolto, e che mi sembra terribilmente remoto (e invece eran solo 5 o 6 anni fa) e così m’è venuta in mente una lista (mi piacciono le liste) di cose divertenti che non farò, non faremo, mai più (uso il plurale perché queli elencati quissotto son tutti robi cosi collettivi).
ecco la lista, in un disordine qualsiasi (tralascio di accompagnare gli items con descrizioni strappalacrime, ma era solo per dire che ognuna di queste robe ha contribuito pesantemente nel farmi a immagine e somiglianza d’un essere umano degno e gioioso e scribacchiante, ed ho un debito, sì, con tutta quella gentaglia conosciuta di per lì):

  • scrivere per blob-of-the-blogs
  • andare al webbit
  • partecipare a il blog rodeo live
  • aspettare il prossimo meravigliosamente inarrivabile post di arkangel
  • tentare di scrivere l’enne-più-unesimo manifesto del nuovo-di-zecca-inventato-a-tavolino-anarchico-insurrezio-esibizionista-al-gusto-vino-e-ombelico movimento letterario/poetico/narrativo con qualche fratello malcìko
  • tentare di metter su con ingenuo e immotivato entusiasmo una scalcinata web-radio

òkei. ora ognun può, stando solo sul cuor della terra, trafitto, può, può di far la sua di lista, ma prima di andar a poggiare l’epsilon che s’è addormita con un occhio sì e un occhio no, volevo provare a riflettere sul fatto che tutta quella roba lìssu, in cinque o sei anni s’è trasformata in altre robe, che quindi posson poi dirsi figlie di quegli embrioni là. o almeno provo a spararla grossa.

bùm:

  • certi usi incrociati del tumblèro?
  • l’interstizio degli ultimi barcàmpi
  • niente che io sappia (si potrebbe far qualcosa con twitter o friendfeed?)
  • sempre lo stesso aspettare
  • tentare di metter su con ingenuo e immotivato entusiasmo una scalcinata web-tivì

niente. forse a breve partirà tele-catrame19…

messo giù da arsenio bravuomo il 13 giugno 2009 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed 5 dire
“poi un pomeriggio verde scuro decisi ch'avrei bevuto solo più dopo il tramonto. fu così che cominciai ad amare l'inverno.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

1 Comment

5 dire

  1. francesco il 13 giugno 2009 a le 18:42 dice:

    tele-catrame19? davvero? bello :-)

    This comment was originally posted on FriendFeed

  2. gianni il 15 giugno 2009 a le 8:56 dice:

    Mi ha fatto venire una gran nostalgia, grazie. Un bacetto a epsilon.

  3. strelnik il 15 giugno 2009 a le 10:32 dice:

    Di quei giorni malciki – come le merendine che non torneranno più – c’è propio che tutto si trasforma e niente cambia, niente di nuovo sotto il sole*, forse anche i figli che potremo fare e che te hai già fatto.

    Io sono un passetto indietro, ma ti ripiglio, fratello mio, prima di morire ce la faccio.

    Che abbraccio che ti mando, che furori, che lampi!

    * “nihil novum” mi garberebbe tanto fosse il titolo d’uno spettacolo che io, te, Janni e ark si porta poi in giro per l’Europa (tre tappe in tutto) dove si parla in molte lingue insieme come Salvatore del nome della rosa. In diretta videoweb, s’intende.

  4. astrid il 5 agosto 2009 a le 1:03 dice:

    miri cordi il flash-mob pasoliniano.

  5. arsenio il 5 agosto 2009 a le 7:52 dice:

    giusto!

e se propio vuoi, abbi il tuo di dire...

chi sei che mail che sito
(da mettere) (da mettere) (anche da omettere)

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