partorire

(per la serie , )

è un’attesa senza noia
 sento un poco d’ansia
com’ una sottile logica paura

mi alzo, mi seggo, mi reggo a un corrimano
scendo tre piani di scale
cerco di non ascoltare
 le conversazioni degli altri
cerco di fumare senza sbagliare
 il lato della brace

l’ostetrica quando passa mi sorride sempre

le altre donne gravide
 si lamentano con piccole grida
  di una sola vocale
  la a
   (per la precisione)
a volte piangono
 chiamano la mamma
invocano l’epidurale
parenti vari si aggirano
più spaesati più di me

facciamo il tracciato

gli orologi di qui dentro
 se la prendono comoda
il sole non si muove
il mio cuore s’è ingrassato
 e pesa ad ogni battito un kilo in più
è come un sanpietrino nel petto tiratomi da un poliziotto
  tutto spigoli
(il sanpietrino)

mi ritrovo
  tutto il tempo
a fissare quel suo corpo
  piatto tondo piatto immobile
e quel suo viso
 come paralizzato in una smorfia, in una vocale
di unico vero dolore

messo giù da arsenio bravuomo il 07 luglio 2009 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed un dire
“ma porca miseria. bisogna far fatica nelle cose, bisogna strasudàre, altrimenti ci appartengono no, le cose, bisogna meritarsele, stracàzzo. questo mondo che semplifica tutto (a world for dummies) vale niente niente niente.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

un dire

  1. MimìMetallurgica il 23 luglio 2009 a le 16:51 dice:

    Partorire é un pò morire.
    L’intitolarono così un articolo su di una nota rivista, qualche tempo fa.
    Mi garbò assai.

    Mimì

e se propio vuoi, abbi il tuo di dire...

chi sei che mail che sito
(da mettere) (da mettere) (anche da omettere)

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