questa cosa del vendere
ho sempre detestato questa cosa del vendere
del commercio
del do ut des
che lo metto in corsivo
solo perché manco so cosa voglia dire
ho mica fatto il liceo classico, io
manco lo scientifico,
istituto tecnico
ho fatto io
son perito capo tecnico in informatica
che poi quel capo tecnico per un po’ l’ho messo sui biglietti da visita
fatti a mano, scritti sul cartone delle merendine fiesta ritagliato
della misura
e mi dicevo
invece di signor arsenio bravuomo
invece di dottor arsenio bravuomo
mi dicevo capo tecnico arsenio bravuomo
capo bravuomo, breve,
capbrà, brevissimo,
capo bravuomo, sì,
che sembra una roba di buona speranza
ma dicevo del vendere
son mica un venditore, io
nè di cose, nè di cose mie, nè di me stesso
sarei imbranato anche come puttana
manco di me stesso,
di puttana
vorrei di viver in nel baràtto mondo
ti do una cosa perchè ‘ te ti serve più che a me
fine
tutto do
niente des
allora tutti questi che monetìzzano
che son lì che s’arrabattano
inscatolano la scrittura
come fosse un barattolo di zuppa
mezza vuota mezza piena
in un certo qual senso
mi fanno senso
questa cosa di vender le storie come barattoli
m’ha poi sempre disgustato
ma non mi fraintendete
io i soldi agli scrittori glieli do di volentieri
ma mai per quel che scrivon
(e mandatemici pure
ma poi mollatemi stare
qui
a’ ascoltare tutta la mia lista di cantanti compari
con una o più c di capo in nel nome
e la mano piena di bicchiere
vino bianco
e campari)

Più o meno quel che penso io parlando di note anziché di storie… ;)
Ma bada te, un Perito Capotecnico Informatico.
Come me.
Magari s’era insieme, all’ITI, chissà.
Magari erano i medesimi anni.
Magari se ero di Torino ero diversa.
Mimì