sopraffatto e tu

cammino
  sopraffatto dall’emozione
  d’aver superato ancora indenne e indegno
questa notte di lotteria all’ultima bevuta
all’ultima sigaretta
 un piede sempre dentro a quella staffa
e l’altro pestando un marciapiede di locale
ed esser tornato in casa a cavallo
 di un velocipede
che ho maltrattato questa notte
   oltraggiosamente buia
  piena di luci artificiali ma buia per lo più
che ho maltrattato dicevo a colpi di pedalate
il velocipede,
 così forti
le pedalate,
che dev’essermi partito il crociato del ginocchio sinistro
 tanto mi fa male
  e pure i quadricipeti femorali,
  non ho mai toccato il sellino col culo
questa notte elettrica e vorace
 mi ha inghiottito e io ora cammino sopraffatto dall’emozione
piango calde lacrime che subito si ghiacciano nel vento
e a guardare un signore con cappello attraversare
 la strada del mattino
  la strada del freddo mattino
  del dieci di dicembre
lo guardo e ti penso
 chissà che strada stai attraversando
avvolgitore dei sogni miei
 chissà che marciapiedi stai calpestando
sarai grigio nei capelli?
  nei cappelli?
che sono anni
 e troppi
che non ci vediamo
 ma io resisto nell’emozione testarda
di non vederti più da tutti questi anni
e oggi son i tuoi sessantadue
e son sopraffatto

indimenticato
 padre mio

messo giù da bravuomo il 10 dicembre 2009 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed un dire
“s'era tutti fratelli, tutte le notti, e insonni, e giù che ci chiamavamo un bicchier uno per ciascuno, distanti dappertutto forse, meno che nell'anima bandìta”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

un dire

  1. Laura il 10 dicembre 2009 a le 18:45 dice:

    (non c’è nulla da commentare, solo dire che è bellissima)

e se propio vuoi, abbi il tuo di dire...

chi sei che mail che sito
(da mettere) (da mettere) (anche da omettere)