Archive for 2010

idea regalo

dic 02 2010 Published by under ripostiglio

se mentre siete in giro per shopping, natalizio e non, comperate anche una copia di “piccolo bastardo racconta” del bravuomo farete non solo una buona azione, eticamente ed esteticamente parlando, ma mi metterete anche in una luce meno tragica nei confronti dell’editore che ha ancora sulle croste diverse casse del libricino in questione…

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Copyright: what do we want it to do? | Technology | guardian.co.uk

nov 23 2010 Published by under ripostiglio

To me, this is a no brainer. I mean, I love sitting in an air-conditioned cave watching Bruce Willis beat up a fighter jet with his bare hands as much as the next guy, but if I have to choose between that and all of YouTube, well, sorry Bruce.

via Copyright: what do we want it to do? | Technology | guardian.co.uk.

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This guy is a Jedi

nov 23 2010 Published by under ripostiglio

come evitare di farsi scroticare i maroni.

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Poeti in lizza – Seconda serata on Vimeo

nov 19 2010 Published by under ripostiglio

Poeti in lizza – Seconda serata on Vimeo on Vimeo

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qualcuno è d’accordo con me

nov 17 2010 Published by under ripostiglio

In una fase in cui chiunque può essere editore di se stesso, è sempre più importante fornire qualcosa agli autori che da soli non potrebbero ottenere.

via I libri sono cambiati, come cambia l’editore? | Apogeonline.

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sacro

nov 12 2010 Published by under ripostiglio

lasciar bruciare l’ultima sigaretta della notte fino all’ultimo. mettere il pollice di tra l’indice e il medio per sentire il calore rimasto.

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robe che

nov 07 2010 Published by under ripostiglio

gli artisti, ci son diversi tipi di artisti. ora io ti parlo degli artisti da palco, ‘rtisti da palco, ovverocché quelli che li trovi vann’ a sanguinare di su i palchi, piccoli grandi medi scivolosi. proprio quelli lì.
io ora ti parlo però anche di che cosa che si vede da di su il palco. gli artisti quel che vedono da di su del palco non è che sia proprio importante, insomma gli artisti (quelli lì) loro tiran dritti, non guardan in faccia nessuno, sono come carri armati, hanno le scarpe cingolate, bevono, spesso bevono e fanno bene.
gli artisti da palco son gente che son soli.
no.
gli artisti da palco son gente che li vedi che son soli, ma ti sbagli.
è che gli artisti da palco son lì a mostrare il mondo che loro e solo loro si son inventati e siccome se lo son inventato loro, dentro ci son solo loro e quindi son soli, in quel mondo lì. nel mondo fuori, nel mondo normale, in quello dove ci sei te, per spiegarmi, no, son soli no. ma esser soli nel mondo loro è un po’ come se si vedesse poi da fuori, nel mondo di fuori.
ma non è la solitudine di quelli che non son da palco. capito?
è una roba diversa, se mi è permessa la distinzione.
gli artisti da palco son gente che lo vedi che vorrebbero prendere il pubblico e infilarselo tutto, tuto il pacchetto, fazzoletti compresi e scarpe con il tacco alto, tutto intero il pubblico, ficcarselo in dentro il mondo che hanno inventato e che son lì apposta a condividere. ma il pubblico quasi mai ci fa caso.
quindi l’artista da palco resta solo. nel mondo che’è lì per condividere, nel suo, in quello lì eccetera.
il fatto è che io adesso ho una voglia pazzesca di scopare e questo pezzo lo vorrei rifinire, vorrei spiegarmi meglio, vorrei sviluppare certi punti, ma adesso non ce la faccio, per la voglia pazzesca di scopare di cui.

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