j.d. salinger
è morto a cornish a novantunànni.
va ben’, dispiace, anche se, prima o poi.
speriam che almeno ci faccian su una edizione speciale commemorativa dell’ipad con tutti gli inediti del vecchio recluso inclusi in formato epub.
è morto a cornish a novantunànni.
va ben’, dispiace, anche se, prima o poi.
speriam che almeno ci faccian su una edizione speciale commemorativa dell’ipad con tutti gli inediti del vecchio recluso inclusi in formato epub.
faccio una previsione sul prodottone apple che mercolèdio verrà presentato in galassia visione:
sarà un aggeggio con due schermi.
voglio dire, una cosa tipo a libro, con uno schermo lcd normale e l’altro magari eink.
oppure, meglio, un aggeggio con uno schermo fatto da due layer, uno a colori e uno eink, che a seconda dell’utilizzo che faccio dell’aggeggio funzionano in alternativa uno all’altro…
ovviamente la batteria si ricarica con la forza di star wars.
va boh.
quando sei giovane due sole cose abbondano nella tua vita: la presunzione e lo sperma.
la prima la espelli nei locali la sera leggendo pessime poesie credendole capolavori immortali.
il secondo lo espelli, ben’, non sentirete mica il bisogno di me qui a spiegarvi dove o su chi?
il piscio
disegna
disegni a caso
non ama la neve
il piscio è giallo
ma è anche argento
anche rosso
anche arlecchino anche arcobaleno
il piscio guizza
e sguizza
e guizza sguizzando
sguazza
più che altro sguazza
parlando pochissimo
in genere è molto liscio
al tatto
per meglio guizzar
il piscio sale
il piscio un poco scende
gira, si ribalta
se ne frega della gravità
il piscio è anche un segno
d’acqua
passata sott’ai ponti
e divinata a caso
come tutto il resto zodiacale
in definitiva il piscio nuota
nel fiume, nel lago,
ma più che altro il piscio nuota nel mario
facendo le bolle
parlando pochissimo
il piscio è buono
fa bene alla salute
assunto nelle giuste quantità
e col limone
il piscio io me lo mangio
come il mio nonno
soprattutto in scatoletta
mi dicono che nel 2011 il #governo_merda regalerà a un privato (la #siaemerda) una nuova tassa applicata a tutti i cittadini, indiscriminatamente, da pagare comunque, per tutti i contribuenti che pensano, perché se pensi alle volte potresti canticchiarti una canzone nella mente, e quindi, preventivamente, devi pagare.
forse esentati i pazienti in coma e quelli che votano lega.
(forse)
sto seguendo lo streaming live dagli uffici di apogeo, un convegno sugli ebook e compagnia bella, e dopo l’intervento di giuseppe granieri, di cui condivido praticamente tutti i ragionamenti, mi viene fatto di pensare che il futuro del libro è il web. il formato del futuro per il libro è l’html. il dispositivo di lettura di un ebook è un qualsiasi terminale mobile con lo schermo sufficientemente grande (anche se io già sull’iphone leggo parecchio…).
voglio dire: cosa me ne faccio dell’ebook quando ho il web? cosa me ne faccio dei distributori, foss’anche amazon, quando gli autori possono pubblicare e distribuire per i fatti proprii? cosa me ne faccio dei formati specifici per i device (epub e compagnia bella), quando posso usare l’html?
il fottutissimo, banalissimo, sfruttatissimo html!
perché mai dovrei convertire il mio testo in un altro formato che non sia quello semplice, aperto, conosciuto e usato tutti i giorni che è l’html? perché mai scimmiottare i processi tipici e restrittivi della carta? perché mai?
perché mai continuare a pensare il racconto, lungo breve, un romanzo, un testo, come una cosa che io devo comperare ovvero trasferire nel mio device personale? i romanzi, i racconti se ne stiano “in the cloud” e io quando ne ho voglia me lo leggo.
il più grande distributore di libri sarà google, nel senso, la funzione di ricerca di google.
è chiaro che a me la parola mercato applicata alla letteratura non piace.
è chiaro che io gli scrittori, o cosiddetti tali, li manderei tutti a lavorare. non proprio in miniera ma se a uno piace scavare, faccia quel che vuole. se vuol guadagnare da quel che scrive si sbatta dal vivo, faccia i reading, si faccia mantenere dai fan, ma non si metta a vendere quel che scrive.
è chiaro che ora, dopo tutto questo pensare chiaro e confuso nelle stesso medesimo tempo, mi apro una bìra.
questo vento a 300 all’ora e sotto zero
spazza via tutte le nubi
e tutte le nubili
tutta la notte
tutta la tutta
rumoroso come in un film dell’orrore
registrato e visto su videocassetta rovinata dall’umidità
una mattina che ti svegli male
e scopri d’esser tornato nel novecentottantacinque
quindi peggio del peggio paura film dell’orrore
ché mica hai 14 anni, no, ne hai i soliti tuoi trentotto
guarda te che sistema dell’orrore di tornar indietro in nel tempo
e insomma
il cielo ora è limpido
e le ragazze singole han trovato chi se le sposa
è una giornata così
alle volte,
delle alle volte
non ti chiedere perché
la natura fa di queste cose
apparentemente non correlate
tipo la farfalla scatena uragani
è la teoria del caos, amorino mio
(che è un modo scientifico per dire che la nostalgia
l’è una brutta bestia)
ci sono cose che tu fai
e poi dopo anni le pensi
e ne provi nostalgia
ed è bello
è un bel modo di finire la sera
ci sono cose che tu fai
e mentre le fai già lo sai
la nostalgia è lì che ti guarda e ti sorride
con un grembiule rosa
e ti dice
dai, sì, su,
te lo verso subito il vino bianco col campari
è la nostalgìa quella
con il grembiule rosa
l’accento sulla i
il capire che ci son persone molto speciali
(di molto di più di te, chetticredi di fare?)
e la bellezza che mai
e poi mai
saprai dire