ebook e compagnia bella

(per la serie , )

sto seguendo lo streaming live dagli uffici di apogeo, un convegno sugli ebook e compagnia bella, e dopo l’intervento di giuseppe granieri, di cui condivido praticamente tutti i ragionamenti, mi viene fatto di pensare che il futuro del libro è il web. il formato del futuro per il libro è l’html. il dispositivo di lettura di un ebook è un qualsiasi terminale mobile con lo schermo sufficientemente grande (anche se io già sull’iphone leggo parecchio…).

voglio dire: cosa me ne faccio dell’ebook quando ho il web? cosa me ne faccio dei distributori, foss’anche amazon, quando gli autori possono pubblicare e distribuire per i fatti proprii? cosa me ne faccio dei formati specifici per i device (epub e compagnia bella), quando posso usare l’html?
il fottutissimo, banalissimo, sfruttatissimo html!
perché mai dovrei convertire il mio testo in un altro formato che non sia quello semplice, aperto, conosciuto e usato tutti i giorni che è l’html? perché mai scimmiottare i processi tipici e restrittivi della carta? perché mai?

perché mai continuare a pensare il racconto, lungo breve, un romanzo, un testo, come una cosa che io devo comperare ovvero trasferire nel mio device personale? i romanzi, i racconti se ne stiano “in the cloud” e io quando ne ho voglia me lo leggo.

il più grande distributore di libri sarà google, nel senso, la funzione di ricerca di google.

è chiaro che a me la parola mercato applicata alla letteratura non piace.
è chiaro che io gli scrittori, o cosiddetti tali, li manderei tutti a lavorare. non proprio in miniera ma se a uno piace scavare, faccia quel che vuole. se vuol guadagnare da quel che scrive si sbatta dal vivo, faccia i reading, si faccia mantenere dai fan, ma non si metta a vendere quel che scrive.

è chiaro che ora, dopo tutto questo pensare chiaro e confuso nelle stesso medesimo tempo, mi apro una bìra.

messo giù da bravuomo il 15 gennaio 2010 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed 3 dire
“non tutti gli scrittori son tipo degli zerozerosette (con la licenza di scrivere). alcuni dovrebbero smettere, efforse pur'io, certo, soprattutto quando mi escon con l'artrite, le parole”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

3 dire

  1. bg il 15 gennaio 2010 a le 16:22 dice:

    sospetto che tu non abbia mai usato un ereader. oppure stai parlando di quando l’e-ink a colori sostituirà gli schermi retroilluminati, inadatti a una lettura almeno decente? (ps: gli ereader in genere leggono l’html)

  2. cloddo il 15 gennaio 2010 a le 16:40 dice:

    Ti appoggio i pensieri e ti invidio la bìra!

  3. arsenio il 15 gennaio 2010 a le 16:54 dice:

    ho provato iliad. e va benissimo.
    ho solo sbobinato quel che mi veniva in mente mentre parlava granieri.
    ho pensato che l’html va benissimo e non capisco perché, in un mondo internettizato perennemente, ci sia bisogno di inventarsi altro.
    e poi lo ammetto, ho messo dentro il post un sacco di roba sottintesa che semmai poi una volta mi toccherà andar a chiarire, eh eh…

e se propio vuoi, abbi il tuo di dire...

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