questa poi
(via lindalov)
sigh.
a me piaceva dimmolto.
anche l’epsilon sta piangendo.
io faccio che piange per sanguinetto.
update: è successa ora una coincidenza abbastanza incredibile.
ero qui che parlavo al telefono con un amico e qualcuno mi ha chiamato. mi arriva l’sms con il numero di chi mi ha cercato. il prefisso è 0442. cerco su google che prefisso è e finisco su una pagina dalla quale scopro che nell’elenco dei comuni con quel prefisso c’è anche “sanguinetto”. tutto ciò ha dell’incredibile. son risalito al numero di telefono ma non conosco quella persona lì
altro update: quando tempo fa lessi “il gatto lupesco” ci rimasi parecchio fulminato. e tra le altre cose scrissi questo pezzo qua.
un frigorifero. tutto per voi, intendo. a questo non si può veramente rinunciare. mogli e altre persone del genere stanno sempre lì a riempire di irrilevanti cianfrusaglie, come il cibo, tutto i frigoriferi – e tutti i freezer – su cui riescono a mettere le mani. procuratevi un frigo solo per voi ed equipaggiatelo con ripiani distanti tra loro quanto basta per infilarci una bottiglia coricata. il tutto non sarà molto costoso e, se seguirete queste indicazioni, anche un piccolo frigorifero potrà ospitare un bel po’ di bottiglie e lattine sempre a portata di mano. [...] chiudere a chiave il frigo può sembrare un po’ eccessivo, ma è meglio dotare il vostro di una serratura.
da “taccuino di un vecchio bevitore” (orrendo e markettaro titolo (tradotto dal meraviglioso e significativo originale “everyday drinking”) di kingsley amis, un tascabile baldini e castoldi e dalai editore, che per protesta non linkerò profondamente, libro per cui devo dir grazie al sempre ottimo beppe che l’ha portato al suo banchetto per le 25 ore del grande fresco sicuro che non appena ci avessi messo gli occhi sopra l’avrei acquistato. così è stato.
difatti.
e io te lo consiglio a mia volta. ier sera da beppe ce n’era ancora una copia. corri furioso e impossessatene di subito.