Archive for settembre, 2010

Bob Dylan | Man Of Constant Sorrow

set 26 2010 Published by under ripostiglio

I am a man of constant sorrow
I’ve seen trouble all my days
I’ll say goodbye to Colorado
Where I was born and partly raised
Through this open world
I’m a-bound to ramble
Through ice and snow, sleet and rain
Im a-bound to ride that mornin’ railroad
Perhaps I’ll die upon that train

Your mother says that I’m a stranger
A face you’ll never see no more
But here’s one promise to ya
I’ll see you on God’s golden shore
I’m a-goin’ back to Colorado
The place that I’ve started from
If I’d knowed how bad you’d treat me
Babe, I never would have come

via Bob Dylan songs.

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libri aumentati, ma non di prezzo

set 22 2010 Published by under ripostiglio

sto leggendo un molto cartaceo libro di alessandro carrera, intitolato la voce di bob dylan. ottimo libro, complesso, impegnativo, meraviglioso di scoperte meravigliose, a volte fin troppo incredibili, ma comunque. difficile da trovare, ovviamente. è un libro del 2001. vorrai mica comperare un libro di NOVE anni fa?!? ma adesso non volevo parlare di code lunghe e tutto il resto.
adesso volevo parlare del fatto che sta continuando a capitarmi questa cosa.
come quale cosa?
‘ momento, adesso te lo dico.
sta capitando che son lì sul divano che leggo carrera e carrera mi cita un verso oppure anche solo il titolo di una canzone. di bob ovviamente. e io ’sta canzone magari non la conosco, oppure adesso in questo momento non mi ricordo come fa. il mio cervello allora è lì che comincia a rompere e insiste che vuole sentirla. mi dice, sarebbe bellissimo se adesso potessi sentirla, sarebbe bellissimo, insiste.
allora mi alzo e vado al tavolo dove ci sta su il mio macbook pro nomàto ataru, apro itunes e faccio andare la canzone. ah già, faceva così, eccetera. se non ce l’ho, la canzone, faccio che la compero, ché non ci ho testa in questo momento di scaricarla dai torrent eccetera, eppoi non voglio aspettare, mi serve adesso, la voglio subito, perché voglio continuare a leggere carrera.
così poi mentre la canzone va, posso riaddivanarmi e rimettermi a leggere carrera.

ora, ma se mentre leggo questo libro potessi espletare tutte queste operazioni semplicemente passando il ditino sul titolo della canzone, ma non sarebbe ancora più bellissimo?
io credo di sì.
e credo che si potrebbe fare facilmente e qualcuno lo sta già facendo, magari. per ipad o per kindle o per che cosa ne so. i libri aumentati.

magari non si può fare con tutti i libri. magari sì.

nel 1996 scrissi un racconto con colonna sonora incorporata. cioè raccontavo un pezzetto di storia e dicevo: questa la capisci meglio se mentre la leggi ti metti sotto i depeche mode. cose così. all’epoca tutto quel che potevo fare era mettere una nota a piè di pagina. oggi magari sarebbe carino avere i libri con l’OST.

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Poeti In Lizza su La Stampa

set 20 2010 Published by under ripostiglio

Poeti In Lizza – Siamo stati STAMPATI.

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la guerra segreta tra lettori, autori, editori, piattaforme

set 20 2010 Published by under ripostiglio

The safe ecosystems of the Kindle Store, Apple’s iBookstore, and B&N’s Nook Store are the only things stopping the secret war between readers, authors, publishers, and platforms from exploding into a disastrous and painfully apparent spectacle.

viaThe secret war between readers, authors, publishers, platforms « Kindle Review – Kindle 3 Review, iPad Review.

via granieri

e mi raccomando, leggete anche i commenti…

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sègnatela

set 19 2010 Published by under ripostiglio

“La morte non bussa alla porta. È già lì la mattina quando uno si sveglia”
bob dylan, in un’intervista a playboy, 1978

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come un rotolante tram

set 14 2010 Published by under ripostiglio

il 16 è un tram che viaggi’ in circolo
infatti c’è il 16 CD
 e c’è il 16 CS
 circolare destra
circolare sinistra
per fortuna il tram non è come la politica
non c’è la circolare centro
 o peggio la circolare centrosinistra
ma comunque
(si dice, ma comunque?)
il 16 fa un giro circolo per la città
 un po’ come se la città fosse un corp’ umano
e all’andata tu viaggiassi nelle arterie,
 cittadine certo,
e al ritorno tu viaggiassi nelle vene
(arterie si dice, no?
arterie cittadine
si dice sì
ma vene no
  vene cittadine no
chissà com’è e come no’ è)

il 16 tram
sia in una circolare
 che nell’altra,
 che poi dire circolare mi vien in mente il ministero della pubblica istruzione
(chissà se esiste ancora?)
dicevo il 16 fa un giro
fa un tour
 che poi dire tour mi vien in mente il tour de france
che è come il giro d’italia ma
ma son cose risapute
 non è che ora io adesso debba mettermi qui
a forare in nel ciclismo

(pausa.
 che penso come dire)

la linea 16 fa una linea
 fa un giro
fa un gran giro
che si potrebbe poi anche chiamar girone
 che poi dire girone mi vien in mente la divina commedia
il girone infernale
 con tutti quei poveri derelitti e peccatori di varie ispecie
che poi il girone del 16 è anche un po’ infernale, in senso metaforico
 (che mi diceva, il mio istruttore di poesia,
  arsenio mettici una metafora, arsenio,
   mi diceva il mio istruttore di poesia,
  cos’è mai una poesia senza almeno una metafora?
il mio ppt, il mio personal poetry trainer
e un culo, certo, mettici un culo arsenio)

facciamo allora che questa è una metafora, il girone infernale,
così posso poi dire che questa è almeno una poesia
 posso vantarmi con gli amici,
  (si dice vantarsi con gli amici?
anche bullarsi a volte
si dice)

insomma, ’sto 16
 è un po’ un girone insomma,
  è un po’ infernale perché traghetta tutti i poveri
 i derelitti
i sottocani della società
(mi piace sottocani,
  è il modo più bello che ho trovato per tradurre underdog)
 ché i sottocani son meno dei cani
per la società
 che poi la società siamo noi
(tipo come la storia)
e i sottocani li consideriamo così anche se non ce lo diciamo nella coscienza
 e li trattiamo da sottocani
i sottocani
 (cosiddetti)

il 16 passa da porta palazzo e fa il carico di sottocani
fa il pieno di poveracci a cui tireresti volentieri un decino
  italiani mezzo sangue
 misto sangue
cinesi persiani cartaginesi palestinesi
 mezza vita
misto vita
misto vita di merda e vita di cani
  misto galera a cielo aperto

porta palazzo è il cuore pulsante
(si dice, cuore pulsante?)
 è un cuore infartuato
  pieno di vermi che strisciano sul bordo della società
sostanzialmente
  pelli veli pensioni minime
tutti invariabilmente con gli occhi arrossati
  con la luce da dentro che ha finito le pile
manco l’energia di piangere
e la stupefatta fatica del chiedersi
 ma che cazzo ci faccio qui?
circa ogni ora

son quelli che hanno casa in nessuna direzione
son quelli che non si arrendono mai
 che domani li ritroverai sullo stesso tram
alla stessa ora
con gli stessi occhi
e il fantasma alito di una trita sigaretta fumata alla fermata
e gettata in fretta via
e sempre quella domanda negli occhi a pile scariche
di non sonno
di non riposo
di pianto negato
e quella domanda che sembra diventata
ma che cazzo ci faccio ancora qui?

e sul 16 è una galleria di personaggi così
 vestiti sporchi di giornata che non inizia e non finisce
puzza di sudore e aglio e nicotina
 come completi inconosciuti
e una mamma con un braccio tatuato dal polso alla spalla
 e lo zaino in spalla del figlio seienne ripreso da scuola
e si vede, si capisce
 si vede che lei vorrebbe divorare la testa del bambino
 in un sol boccone
si dice, in un sol boccone,
  si capisce da come muove la mandibola
  è come se si fosse allenata sin quando è nata
a fare un figlio e poi morire di voglia di divorargli la testa
(in un sol boccone, come si suol dire)

il 16 è un’arca di noè
 ma mica tanto divertente
e le poche ragazze stritolano la borsetta sotto l’ascella

poi ci son i vecchi che ti attaccano bottone
si dice, attaccar bottone,
 non so se si sentono soli o cos’hanno
prendono il tram solo per attaccar bottone
si vede, non stanno andando da nessuna parte,
si vede da come muovono la mandibola
 è come se fossero nati per morire dalla voglia di attaccar bottone
ti dicono del tempo
 di quanto urla quel negro
si lamentano dei lamenti a voce alta
 e la maleducazione
e il giorno d’oggi e tutto il repertorio
 e le vecchine tutte sorrisi e sorrisini
puzzano di non lavato e di piscio
ma soprattutto il fatto è
che io ho no voglia di parlare
io ho no voglia di parlare con chiccessia
 figuriamoci sul 16
io so no fare conversazione
 ho no opinioni in generale
figuriamoci
 sul tempo
 sui rumeni
 sui pannolini lady
  extralarge

e glielo dico
invariabilmente glielo dico
mi tolgo dagli orecchi il bòb dylan
 e gli dico
ma c’era una volta che ti vestivi così fine?
e adesso cosa si prova? eh? cosa si prova?
 poi mi stia a sentre signora io so no fare conversazione
mi stia, me le sta arrotando, a sentire
 ma tanto loro continuano come se io non avessi parlato
 mi sa che non m’hanno manco sentito
muoiono solo dalla voglia di parlare
mica di ascoltare
e nella sera che prevedo senza stelle in cielo
  ma molti aerei
all’improvviso
 gli urlo
  stia attenta che questa è la sua fermata
e loro invaribilmente corron fuori
poverine, si fan sempre fregare

ma no, non è vero,
 io spiccico mai parola con nessuno
son lì sopra per un caso del caso
  più invisibile ma meno misterioso vagabondo
 no’ ho fatto patto col diavolo alcuno
e son no uso a ischerzar la gentaglia sopra il 16

poi come mi rimetto il dylan negli orecchi
  mi compare davanti un mister lonely d’annata
 che vede una ragazzetta ‘grappata all’obliteratrice
e tenta di poggiarle una mano sul popò
 così sorrido e sento d’esser nel mio
 e sento che sta per prudermi un dito del piede
ma non lo gratterò

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cose da sapere

set 14 2010 Published by under ripostiglio

Things to know about our Times.

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