epifanìe
io con le femmine
son senza tecnica
vado di improvviso
mentre si cambiava gli orecchini e i gambaletti e contava i bigodini rimasti,
le ho detto vieni via con me
niente
mentre si asciugava i capelli gocciolanti di doccia e sapeva di sapone fresco
le ho detto uniamo i nostri corpi nell’estasi dell’ammore?
niente
mentre lavava i piatti a mano con poco detersivo concentrato
coi guanti il grembiale e tutto, le ciabatte di pelo sintetico,
le ho detto, serio, si fa l’amore?
niente
l’amore si fa?
no, niente
mentre caricava la lavastoviglie
le ho detto dai, andiamo di cosacce?
niente
mentre si provava la corsetteria nuova da intimissimi
tutta la corsetteria nuova, tutta quanta, e le calze (o quel che l’è)
dopo appena tre ore che s’era lì,
le ho proposto ti prendo qui dentro lo sgabuzzino del negozio?
niente
mentre mi guardavo sul divano un pornazzo lesbo
le ho detto allora, tiriam fuori e utilizziamo i nostri organi sessuali?
niente
mentre scartava un pacchetto anonimo contente gli anal trainer
le ho detto dai proviamoli
niente
io, ehi calma, son tre, volevo dire uno alla volta
niente
partendo dal più piccolo?
men che niente
ho pensato, forse finora son stato troppo esplicito,
decisamente troppo esplicito,
allora mentre si limava le unghie dei piedi e li smaltava in successione
le son passato davanti in accappatoio e infradito fradicio
m’ ho fatt’ in tempo a dire niente
è ch’ho urtato il boccettino di smalto
tutto caduto perduto sul tappeto
non vi dico il dopo
oppure mentre pagava la bolletta all’ufficio della posta
le ho ammiccato a ripetizione di traverso da di dietro di il vetro
per farmi capire, per dire l’intenzione del copulare,
ammiccavo, occhiolinavo, facevo gesti con la testa,
poi finito pagato, di fuori m’ha detto
certo che te ne hai un sacco di tic
oppure mentre tirava via la roba asciutta dallo stendino
le ho detto, io sempre dietro a un porno a caso sul divano,
non è che mi faresti un caffellatte nella tazzina?
me l’ha fatto
ne ho dato una gollata grossa
il resto l’ho preso su con una cannuccia
ho posato la tazzina, le ho sbottonato il reggiseno,
e buttatolo via lontano
ho dichiarai allora, adesso si tromba?
lei ha prese un reggiseno a balconcino fresco buono dallo stendino
ci ha messo in una coppa grande la tazzina di caffellatte appena vuota
e me l’ha tirata a colpo di fionda
prendendomi forte diritto in viso
che ne porto ancora alcuni indelebili disegni
(a forma di tazzina)
allora poi dopo
l’ho provata giù dura con la tecnologia, col multimedia
le ho fatto sentire l’ultima canzone di giusy ferreri
soprattutto per il pezzo in cui si dice
“il nostro cuore fuori legge
spara colpi di dolore
è troppo tempo che
non si fa più l’amore“
niente
le ho mandato un messaggio via facebook
che diceva testuale
voulez-vous coucher avec moi, ce soir, madame bovary?
niente
ho sbagliato ad aggiungere “madame bovary”?
no niente, in ogni caso, niente
via twitter le ho scritto i seguenti 123 caratteri (spazi compresi):
“la domenica lo facevano ogni tanto. rimanevano a letto tutti insieme sotto lo stesso lenzuolo. forse quello era il paradiso”
con tutto che lei twitter non lo segue
ho lasciato perdere friendfeed,
così poi infine, alla fine, le ho scritto una mail
le ho scritto disperato in una mail,
m’allora, che si deve fare?
che si deve fare per scopare in questo nostro a due mondo?
e lei semplice ed esplicita m’ha risposto
devi smettere di chiederlo e farlo
cazzo, mica che ci avevo pensato