stassera, venerdì 22 di aprile del 2011, vieni all’imbarchino, si sta bene, e poi c’è il poetry club, di cui non ti posso anticipare niente, meno che dentro, tra le altre cose, c’è il poetry “figth” club, un incontro in quattro round tra un poeta e una poetessa che sul palco se le danno di santa ragione.
poi non dire che non te l’avevo detto.
Il fondo del bicchiere è il cannocchiale dello sbronzo
via doveosanolequaglie.
But the future of publishing, of media in general, isn’t broadcast.
via A List Apart: Articles: Conversation is the New Attention.
forse che ho ritrovato mio padre.
su facebook.

di tra una chiacchiera e l’altra, a colpi di grandi negri, mi son ritrovato a scommettere di creare una serata di poesia che entusiasmasse chi è sul palco e chi sta a sentire.
a forza di incontrarmi e scontrarmi con una banda di gente che bazzica la poesia ad alta voce, abbiam inventato il poetry club, un appuntamento serale di spettacolo poetico che vuol diventare fisso per chi voglia darci dentro con la poesia orale.
nella prima serata, venerdì 22 aprile all’imbarchino di torino, inauguriamo, nonostante le maledizioni di fincher e palahniuk, il poetry “fight” club: una bella scazzottata fra due poeti, quattro round secchi da tre minuti, con tutto il pubblico che decide gli esiti. qualche ottima rubrichetta a condimento (tipo la poetrymanzia… che sarà mai?) e sotto la musica che piace a noi a far da tappeto.
il poetry club ha solo tre regole.
la prima regola del poetry club è: non dovete mai non parlare del poetry club.
la seconda regola del poetry club me la ricordo no.
la terza e ultima regola del poetry club è: se è la tua prima sera al poetry club, devi offirire da bere al presentatore.
venerdì 22 presento io.
vieni in numero non numerabile.
milano è una città che faccio fatica, lo ammetto, faccio fatica io, in milano, però è una città che c’è pieno di gente che ci voglio bene, anche senza esser troppo ubriaco, ci voglio bene veramente, e quindi io stassera son lì, in milano, e me la bevo, e se mi vuoi bene anche un po’ tu, àppalésati, che ce la beviamo in compagnìa. (sto al vanghè, di via bastia).