Archive for giugno, 2011

porta il mio respiro, via

giu 30 2011 Published by under arsenizzaziòni,ripostiglio

(questa è un’arsenizzazione, ovvero una traduzione molto a modo mio, della canzone take my breath away cantata dai berlin e inserita nella colonna sonora di top gun. ok, niente commenti. se leggete il pezzo alla velocità giusta e con certe pause tattiche, il testo italiano finisce in certi punti strategici a riecheggiare quello inglese, poi a un certo punto sbiella, ma è poi lì che la poesia è più bella)

ti ho guardata dentro in negli occhi
ma non potevo di guardare in quegli occhi
perché i tuoi occhi erano oceani
  e io ho fifa a nuotare dove non si tocca
e mi giravo e ti giravi
  a parlare e guardare tutto quell’amore tenuto dentro
  ma già andato via
 come al rallentatore
su una luna lontana molto gialla
  a forma di banana
 con tutto che poi tu mi dicevi
porta il mio respiro, via
portalo, portalo via

e io ci ho provato io ce l’ho messa tutta
  con l’amore anticipato
e abbiamo camminato giù per la camminata
 di un solo per una notte
ed era una notte
 ed era come esser dentro una poesia
  di quelle belle
di bukowski
  di quando tutto all’improvviso vira
e finalmente si ride e si respira
 e le puttane le birre la vita dura
hanno più senso di tutte
  le volte che non hai avuto paura
di prendermi per mano
 e dirmi no, però tanto non te lo do il mio numero di telefonò

e camminiamo e tu ti giri e io mi giro
e capisco subito che il guaio è
che sei tu che ti sei portata via
tutto
 il mio
  respiro

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è nella notte

giu 28 2011 Published by under ripostiglio

è nella notte
 le macchine non passan più
in questa via piccola e trasversale
 le macchine parcheggiate non si muovono
più
 ed infatti son io quel che trova no da parcheggiare
e m’interrogo sul posto ch’ ho nel mondo
 trasversale e diagonale

vedo le ragazze belle
 son belle
  son sessuali
le vorrei tutte
  anzi le voglio
ma si può no

dire quel che provo adesso è facile e difficile contemporaneamente

c’era un amico ubriaco questa sera
 ha vomitato
  s’è fregato a causa dello stomaco vuoto
e la vodka, ch’è femmina e quindi malandrina,
io vado giù di gin addizionato di campari e rosso martini
  la vodka è femmina
 e malaffare

io ho bisogno certe notti di tornar a casetta strisciando
 con certe avventure nelle tasche da raccontare
nelle tasche o anche solo, meglio, nei risvolti
 delle maniche
  dei pantaloni troppo lunghi
duri da stirare
  con certe musiche belle nelle orecchie
le musiche son sempre importanti

e ci son amici che li ami
 e loro lo sanno male
 e ci son femmine che le ami
  e loro lo sanno ed è male
e non ti rispondono agli sms alle due della notte

ma c’era una cosa precisa che volevo dire
 ma mi s’è persa di nel tragitto dal parcheggio alla porta di casa

e le azzurre biondità manco ti guardano più in faccia

e mi vien il vomito
 ho bisogno di notti che mi vien il vomito
  e son no il solo che vomita nel bagno del locale
 e c’è qualcuna di paziente che si prende cura di me
che perlomeno non vado a sbattere
  e posso scriver sgrammaticato

è che io son un di quei che pensa
 che poi tanto si aggiusta tutto al montaggio

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poesia rimasta nella tasca

giu 28 2011 Published by under ripostiglio

le luci dei balconi sono tutte spente
son le mezzanotte della notte
e io son qui che ballo
e son felice
 ma è la vodka che me lo dice
che non c’è niente che mi possa succedere
  che io son qui che ballo nella notte
e ascolta la musica a tutto volume
 e son felice
e scrivo e coso e faccio pensieri da felice
 che non saprei manco dirveli
e il microonde continua a blippare e rompere i coglioni
ma io sto scrivendo qui
voi non potete capire
 voi non siete qui
  e le persone non lo sanno, quelle che camminano per la strada
le puttane agli angoli non lo sanno
la guardia di finanza che ha fermato una panda davanti al tribunale
e io passavo lì con la bici nella notte senza fari
 poi mi partono nelle orecchie gli hanson con weird
e io cosa vi posso dire
sarò tamarro
sarò tamarro ma so le cose che
  che le persone che camminano per la strada sapranno pure
  ma san no affrontare
 a men che sian pieni di cocktails da femmina
(quelli fatti con la vodka)
e io ho una figlia e le insegnerò la vodka
 e tutto
con tutto che è femmina
 e tutto
e le cose che nella notte si camminano
e la guardia di finanza e non ti comprerò mai una panda
ma tu figlia fai così
abbraccia sempre molto
 dai molti baci e sorridi
che la vita è solo questa e non puoi non divertirti
una notte del tre aprile che ci son 23 gradi fuori
 e una bici e il vento fresco e la notte e la città e la guardia di finanza
che non ce l’ha con te
ma con la panda
 di sconosciuti

occupiamo uno stabile abbandonato
  la nostra mente è l’unica cosa che abbiamo
vivi figlia e viaggia molto e ascolta tutta la musica, dico tutta
è tutto lì
  e nell’amicizia

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chiara alba

giu 26 2011 Published by under ripostiglio

è come quella
 una di quelle volte che ti svegli
e decidi di colpo di cancellare
  dalla tua aitùnes libreria
tutte le canzoni dei coldplay e di francesco tricarico,
  tanto, ti dici,
perché è una di quelle volte lì
  che ti parli da solo, lo fai sempre, in realtà,
stai divagando,
  lo fai sempre, in realtà,
di divagare, di parlare da solo e di pisciare in mezzo a la strada,
  tanto ci son no macchine a quest’ora,
  tanto stai tornando a casa, è tardi, lo sai,
solo che è talmente tardi che son le cinquemmezza del mattino
 ed è l’alba,
 è praticamente giorno, bravuomo, a livello di luce sulla strada,
cosa cazzo hai nella testa,
  apparte i tre grandi negri le diverse birre e il gin tonico
   tanto per no andare a casa, dai resta ancora un po’,
    cosa ci vai ’ fare cosa ’ casa,
cosa cazzo ti viene in mente
 di pisciarti su i piedi nel bel mezzo della strada,
sei in piena luce, bravuomo,
tanto, ti dici,
  tanto non li ascolti mai
i coldplay
(e tricarico ha rotto)
  (e vasco l’avevi già cancellato da tempo)

è una di quelle volte che lì
  che ti metti allora a riascoltare a nastro
 linda perry e stragà
  (l’amore è un’astronauta, pa pà)
non riesci a cazzo scrivere una riga di decente
giri giù di per la casa con gli occhiali da sole su
  non sapendo dove andare
 pensi a una belladonna e le labbra e una certa riga inesplorata
percepisci distintamente il cuore pulsare
e sai solo la solita sempre cosa da sapere:
niente, l’importante è di non muoversi
 troppo
velocemente

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storyslam

giu 21 2011 Published by under ripostiglio

ehi gente, stassera c’è storie in lizza, sotto i portici del museo della resistenza, in corso valdocco angolo via del carmine.
se vieni ti piace.
dimmolto.

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son sempre solo

giu 19 2011 Published by under ripostiglio

mi è intollerabile
 la somma delle tristezze
fatte persone
 ch’ho incontrato stassera

tutto quel che uno fa
 lo fa poi per per esser amato

(non funziona quasi mai)

ma son contento
 non so perché
  so quanto
molto
 lo so è contraddittorio e inutile
ma son diventato quasi ebete
 tanto contento che sono

no’ mi era successo mai

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l’uomo che non riusciva ad andare dal dentista

giu 12 2011 Published by under ripostiglio

niente, c’era un uomo che non riusciva ad andare dal dentista perché il suo dentista aveva sempre male ai denti ed era sempre dal dentista.

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