Archive for luglio, 2011

e la mancanza

lug 30 2011 Published by under ripostiglio

la mancanza è no
 uno scampolo d’assenza di bisiana memoria
la mancanza è una presenza
 è camminare affianco ’ un cassius clay
che ti prende a pugni all’occorrenza
si gira ti sorride e ti sferra un cartone nella pancia
 e tu stai lì con gli occhi sbarrati il fiato mozzato
a guardarlo prendere la rincorsa e tirartene un’altro ben piazzato
 ridendo e ghignando
e dicendo chiamami alì no clay
grosso ghignante figlio di puttana senza dèi
ecco come ti chiamo
e tre
e t’accasci a terra da di lato
  con in mano il tuo fegato fegato spappolato

la mancanza

la mancanza è manovalanza nel momento sbagliato
 mangiarsi le parole facendo un blues parlato
  esser scemo la sera e non capire
come funzionano tutte le femmine e
 certi piccolo morire
 tener dietro quel semi pazzo amico tuo dentista
che ti dice sconsolato e un po’ filosofico del cazzo
 le femmine quelle prima o poi
moglificano
  e poi in genere dopo un po’
madrificano
e in concomitanza,
perché il mio amico dentista dice parole come concomitanza
e interstatale, pure, in italia, ma va ben’,
 e in concomitanza perdono tutto lo slancio
 verso di te
e tu puoi aspettare e sperare
 oppure puoi andar in giro a scopare
allora chiedo, non è una faticaccia avere due femmine o poco più? chiedo
 e lui un po’ s’incazza e m’accusa
  tu non rispetti il ph della mia philosophia
ma poi mi risponde con una faccia di metallo bronzeo
  insensibile come alle diciannove e venticinque un car parking
e mi fa, siam nel duemileundici bravuomo
 adesso si dice i’ son un innamorato multitasking

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il tuo odore

lug 26 2011 Published by under ripostiglio

“forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l’amore) dall’altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza” (milan kundera in l’insostenibile leggerezza dell’essere)

mi son mai sentito nella combriccola di quelli
  che se la sarebbero scassata volentieri
una birretta con bukowski

son no il tipo da avere un idolo
 non son un ammiratore
non so un fan
ho sempre usato la poesia di bukowski per tirare avanti
quando non mi sentivo abbastanza bravo da tirare avanti
con le mie
 di poesie
anche se alla fine ho scassato la macchina
 afforza di riempirla di benzina sbagliata
  quando andava bene
di merda la maggior parte dell’altro tempo
si capisce che la mia vita è la mia vita
 solo che non ci sono dèi
in attesa di deliziarsi in me
  e non ci son persone
   e non ci son animali e piante e sassi e universo
c’è solo il mio cervello
  che inventa tutto quanto
come il tuo viso
 anche se mi si sta sbiadendo dentro
  come un’aspirina nel bicchiere d’acqua
si dissolve e ne rimane solo il sapore
il sapore del tuo viso
 un misto di rossetto rosso e shampoo ravvivaricci
  schiaffi a cinque dita amaranto
 un vecchio pezzo addio straniero dei supertramp

invece il tuo odore
 quello non passerà mai
 perché gli odori non passano dal cervello
e ho no bisogno
di mutandine usate
 reggiseni indossati
  campioni di pelle e di sudore
per riaverlo accanto

oggi che non ci sei
 il caffellatte sa di schiuma da barba
  il sole è giallo e bianco ma non scalda
  i miei capelli son andati al macero
  il pianeta terra ruota più lentamente e trema
 i fiori profumano di cesso di stazione
  la panettiera è antipatica come unammérda
   (ma questa non vale, quella è sempre così)
le risate ci sono ma non risuonano dentro
 la batteria del telefono non si ricarica
e dipingerei tutto in nero
  come bentivoglio in turnè diceva che cantava mick jagger
ma come si fa?

la vita davanti a me
 ha sapore solo per i pazzi

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cronica solitudine

lug 24 2011 Published by under ripostiglio

riaversi àncora al nostro primo bacio
dell’estate animosa e santa
con le parole a scapicollo nella testa
e certe perle in nel dietro di del collo

rianimarsi
 ai fiorellini gemmati intorno a’ tacchi tamarri
fin dentro dell’abbraccio che non trattiene
al limone verde e a quella porta

io assicuro il tempo che ti amerò
perché perde, il mio cuore,
  da un buchino che non tiene
 sulla cima dell’aorta
  e no’ sarà gonfio pieno
mai

la solitudine è un guaio di asincronia
come essere nel posto sbagliato
 al momento giusto
(e viceversa)

oggi al carrefour
 ho comperato
 una spazzola massaggio
per lavarsi la schiena

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amore a orologeria

lug 24 2011 Published by under ripostiglio

voglio darti per scontata
non doverti sempre corteggiare
 non pensare sempre
quali scarpe ti starebbero bene
 quali dolci e anelli e emozioni
 portarti
a domicilio
 e le vacanze e le cenette
e le cerette
e guardarti negli occhi da d’ innamorato
 leccar via un gelato assieme
segnarmi i periodi e le malinconie
intrattenerti
  venirti incontro ad abbracciarti

tu che vuoi solo il mio bene
 però m’hai lasciato secco
quand’ero a secco
e m’hai comperato e portato a casa
 una bottiglia di bombay sapphire

io non son un GA, son no un UI e nemmanco un PA
 se te sei del tipo che cerchi, rispettivamente,
il Grande Amore, l’Uomo Ideale o il Principe Azzurro
io son un UMN, Uomo Medio Normodotato,
ma voglio darti per scontata con tutta la mia normodotazione
fino al giorno in cui non ti riconoscerò praticamente più
 per strada in macchina sulla spiaggia di profilo al plenilunio
nella coda per il bagno mattutino
e potrò così quel giorno lì
 fresco nuovo
innamorarmi ancora
di te

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a me stesso

lug 24 2011 Published by under ripostiglio

stanotte dormo sul balcone
 anche se fa freddo
anche se è un luglio autunnale inoltrato
 e ci son dieci gradi
centigradi
(dieci cazzo, ma ti pare?)

perché son un bambino piccolo
 senza coraggio nè pannolino
son un ometto sorridente con una grande testa
 e il corpo sottile
(meno la pancia del bevitore, certo)
perchè io son un di quei che dicono
guarda che sole
guarda che cazzo di magnifica giornata
adesso prendo la bici
 e me vado alla fnac

bravuomo
 eh?
ti si stanno gelando le spalle
 son le tre e quindici
della notte più fredda dell’anno
e ripeto, siam a luglio
 e adesso si mette a piovere
  come in un film
  scritto col manuale del bravo sceneggiatore di hollywood
stai assistendo all’eclissi totale di cuore
e dentro di te lo sai che non è il freddo
  è l’umidità che ti fotterà
 la maledetta umidità
di rugiada notturna autunnale e di lumaca

allora la vocina nella mia testa
 tipo quella che aveva magnum p.i.
mi dice
 bravuomo
 eh?
 cos’hai in casa?
 non so
 bevi, bravuomo
 bevi per obnubilare
 per anestetizzare
come hai sempre fatto
per non guardare in faccia le cose
 perché sei il solito coniglio
senza padre e senza scarpe cònsone
 bevi bevi bevi
e io che ho no voglia di bere davvero e penso solo
 che la parola bravuomo in dentro di me
ha cambiato accento e suono

potresti anche metterti un cuscino sott’ al culo
 bravuomo
 no
tanto posso fare tutto stanotte meno dormire

forse smetterò di fumare
 ma non per i soliti motivi
unicamente per semplificarmi le tasche
 niente più tabacco cartine filtrini accendino da portare
 e verificare i livelli
che poi ti capita di fumare senza filtrino
 o di restare senza cartine
  o di restare senza tabacco
e si può no fumare solo cartina e filtrino
 ne sono piuttosto certo di

il fatto è che è tipo quella volta che
  nella confusione
 ho ordinato un bicchiere di dolcetto
e come lo vuole?
 doppio malto

è come quando ti muore un amico
 ma hai tenuto il suo numero nel telefono
e ogni tanto lo provi a chiamare

a volte son un’ di quei personaggi che
 vivon in un barattolo di caffè
 e a tre quarti di film
spariscon nel vento

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lanciafiamme portatile

lug 23 2011 Published by under ripostiglio

nel mio quartiere urbano periferico operaio
ad alto tasso d’immigrazione
 puglia e calabria per lo più
 se te ad un certo momento avevi un problema
lo psicologo non era contemplato
non era proprio un’opzione
 proprio che ti veniva in mente no
lo strizzacervelli

se eri triste per qualcosa
 se la scuola era un gorgo esistenziale
 se tuo padre ti picchiava troppo forte da lasciarti i segni
  che ti vergognavi a farti vedere ai campetti
se tua madre arrotondava lavorando di bocca in casa coi vecchi bavosi
 se tuo fratello rubava le autoradio
  se il tuo migliore amico moriva tirato sotto
  da un distratto camion della spazzatura
e i netturbini semplicemente ce lo buttavano dentro
 ma venivan beccati
  perché il quartiere ha un milione di occhi
la maggior parte pesti
 pestati dai turni di notte
  dalla catena
  dal montaggio come in un film neo-neorealista anni settanta
se alla fine della terza media ancora ti pisciavi addosso alletto

nel mio quartiere
 se avevi un problema
ti cercavi il tipo grosso delle case popolari
  quello più brutto di tutti
  quello che aveva già sedici anni
  con il padre non pervenuto e
  quello che raccoglieva il ferro in giro spingendo un carretto
 quello che a malapena metteva giù una frase in italiano corretto
e lo andavi a provocare pesante
magari ti portavi un amico per farti coraggio
 poi gli davate dell’intellettuale dell’ultim’ora del lestofante
  della sorella che gli piace prenderlo da un elefante
il tuo amico a un certo punto giustamente scappava via
e tu rimanevi lì ad affrontare quel poveraccio confuso
ma comunque livido in viso
 che ti riempiva di così tanti calci in culo
 e schiaffi a cinque callose dita
che tutti i tuoi problemi di colpo
 diventavano cacchine di piccione
 sul finestrino di una maserati nuova
parcheggiata in doppia fila davanti al tuo portone

e così la sera tornando a casa
 tirando su col naso
  e in gola il sapore del sangue rappreso
 ti prendevi infine la briga passando
 di farci con le chiavi sulla fiancata
una riga

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da grande

lug 22 2011 Published by under ripostiglio

ho no ancora deciso
 se da grande farò l’imperatore
o il sindaco
in ogni caso
 ho già pronto già un grande progetto
per il mio impero o per la mia città

come prima cosa annuncerò e darò corso alla più grande opera di scavo
 per tutto il territorio comunale
 o tutto l’impero, nel caso imperiale,
per far posare kilometri e kilometri di tubi pressurizzati
 e alla giusta temperatura
che porteranno obbligatoriamente, è un servizio pubblico,
a tutti gli abbonati
 in tutte le case
dopo l’acqua fredda e l’acqua calda,
 finalmente un pluralismo sano e democratico,
un terzo rubinetto da cui si potrà ad ogni ora e comodamente
 spillare chiara fresca e velocissima
birra

il birrodotto
 sarà il mio lasciapassare per l’eternità
  per quello sarò ricordato dai posteri nei secoli dei secoli
 in tutte le case, in qualunque momento, apri il rubinetto
e vien giù la bionda, la scura,
 ci sarà il libero mercato
 birre per per tutti i gusti e per tutte le tasche
a fine mese paghi la bolletta
prezzi popolari
 puoi andare in posta
ma anche col rid bancario, il bonifico, la carta di credito, l’nfc

e probabilmente nascerà un comitato no bav,
  no birra ad alta velocità
ma io non li farò manganellare a sangue nella notte
  questi astemi antiutopia e piuttosto
 contaminerò i loro rubinetti di acqua fredda e calda
 con del luppolo
giusto per fargli venire il palato
 e poi vedremo

e la sera i ragazzi diranno andiamo a casa di luigi
 ché lui ha la tennents doppio malto
no, ho voglia di menabrea, andiamo da nanda ed edvige
 che poi ci han pur anche le amiche fighe

e se poi produrrai un surplus di birra in casa
potrai immetterlo nel sistema e guadagnarci il tuo
 e ogni casa potrà diventare un birrificio
e la birra scorrerà a fiumi e nei parchi
  ci saranno i torelli da cui sgorgherà fredda giusta
  la birra comunale, la birra niente male
 e poi uno scienziato nel 2012 scoverà
una sorgente di birra pura
 vicino ai bauducchi
o forse di amaro del capo
 ma non importa
i maya su questo non son stati così chiari
 (figuriamoci nostradamus)
e noi non ce la faremo comperare dalle corporation americane
la nazionalizzeremo
 perché la birra è di tutti
e di tutti deve restare
 abbasso il capitale

inutile dire che farò delle preferenze
 e a chi mi starà simpatica elargirò una fornitura a vita
 di bicchieri da 66 cc
gratis

poi ho anche altri progetti per l’impero
 o il comune
ma è questo il mio più gran rimedio per i mali
della società
perché la verità è che i’
son un uomo medio
 come una birra
ma non biondo
forse scuro
 fors’ambrato
no’ doppio malto
 magari doppio mento
(ci ho avuto la mononucleosi da piccolo
 che mi ha lasciato la pelle del collo un poco molle)
e la mattina le ascelle
 no, no’ me le lavo
 e il deodorante, mi spiace, ma non ce l’ho e non lo comprerò
 e sì, lo patisco quel tuo sistema di guardarmi
a cavallo di ti voglio e di ti ammazzo

poi una sera particolarmente regale
 me ne andrò a una fontanella di ceres
 (nel senso di birra, no il paese)
e buttando la bocca sotto il getto di spuma
farò la conta dei miei pochi amori spessi
 e m’ accorgerò triste che son
quasi
 tutti
  lì nei miei pressi

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