di servizio, comunicazione
purtroppo il nuovo tema ha ancora troppe magagne per poter restare online.
non appena, lo ricoso.
purtroppo il nuovo tema ha ancora troppe magagne per poter restare online.
non appena, lo ricoso.
l’amore è un cane che viene dall’inferno
che si morde la coda
che abbaia con accento praghese
a chi non porta scarpe tacco dodici
poi si pente chiede scuse e approva
col muso tutto quel che dici
l’amore è un imbecille interruttore
con una sola posizione
che quando l’hai schiacciato
non puoi pi tornare indietro
l’amore è un cane che ti morde l’interno dello stomaco
con accento praghese
(il morso del cane, no’ lo stomaco)
l’amore non è il cuore che non tiene
perché l’amore non dimora lì,
ma è in quelle
lunghe lisce aperte gambe
di ballerina
l’amore è un gran peccato
l’amore è prendersi del tempo per tossire
l’amore è un barattolo di pelati cirio
riempito di carte di caramelle e sigarette non fumate
legato con un lungo lungo spago giallo
alla tua caviglia e via a trascinare
l’amore è tutto da buttare, è niente da buttare
l’amore è finire in carcere per respirare
l’amore è rifiutarsi di partire
e starsene quieti a sedere a cavalcioni
sul viadotto al belvedere
l’amore è tutto ’sto granché
l’amore è il letame e il guascone
l’amore è tenere una mano con una mano e
riuscire a distinguere più no
quale mano
l’amore è un coniglietto soffice mangiato a pasqua
con la sopresa composta da ossicini
l’amore è scriverne
con gli occhiali neri
e due dita di gin
in un bicchiere rosa sporco da ieri
l’amore è la pagella di quand’ eri bambino
che non volevi leggerla mai
l’amore è il mio sultano
un insulto alla vita
di chi aguzza l’ingegno
di chi va sano e va lontano
l’amore è il melodramma per produrre
l’amore vince alla lotteria di capodanno e della befana
l’amore è la befana
la strega e la fatina
tutta gente che vola lasciando una certa scia
l’amore, diciamocelo, è tutto nella schiena
l’amore è guardarsi negli occhi anche un po’ marroni
e sentire niente
di non speciale
per fare un tavolo ci vuole l’amore
per fare l’amore alle volte ci vuole un tavolo
l’amore è la pioggia al momento giusto
e le vetrine che riflettono la tua sfatta faccia
che ride piange di gusto
l’amore è un pasticcione,
tenersi tutto dentro nello spazio di un fotone
l’amore al tempo di facebook è la tortura cinese
il guantanamo delle parole
è passare sempre prima di arrivare
l’amore non dura neanche tre settimane
l’amore è imparare a memoria a dire un altro ciao
l’amore è prendere appunti prima di un piccolo morire
l’amore è cercare inutilmente il numero di telefono
del dottor Howard Mierzwiak
l’amore è indimenticare
sei la femmina vodka nella mia caipiroska
sei il gin generoso del mio grandi negri
sei il rum bonito dentr’ al mio mojito
tu sei la base
l’ebrezza mi è compagna
e io voglio viver sempre ubriaco
di te
camminavo e scrivevo
nella testa, certo,
immortali versi
ma in effetti morti lì
subito dopo
che già me li ricordo più no
così poi ho pensato che forse l’immortalità è un attimo
come quel concetto dell’oceano tutto riversato in una goccia
(il tao
dev’esser il tao)
lo so
son un cialtrone
no’ mi piace il marrone
a meno che lo si declini
maròn
e con tutte le prove che ho fatto
da mattina a sera
lo so già che imparerò mai
a girare una sigaretta a bandiera
e io che ti voglio tutta intiera
ti dico
danza
non smettere mai e
danza
ti dico
ti va di mantenere la calma?
ci saranno
preservativi scaduti
il saporaccio di rossetto
i peli
i calzini
i tanghi
(meglio se argentini)
i guru mode
i film i libri le canzoni tutte nei posti uguali
l’entusiasmo di maniera
quel modo d’esser nata sempre tipo il giorno prima
un senso di c’eri e di non c’eri
e il sudore spesso e volentieri
vivi anarchica e conclusiva
con gli amori sii sempre molto precisa
scrivi testi di canzoni
scrivine a milioni
adora le scarpe e ti faranno camminare
e tutte le sensazioni
di senza casa senza direzioni
guarda sempre negli occhi i bambini
nel sesso vendi a poco e compra a molto
ama i cambiamenti
come fossero nuvole
o torrenti
o capriole
eppoi non temere mai
che c’è sempre una soluzione
(male che vada un’endovena al cortisone)
io vivacchio come quando
guardi avanti, sì,
ma non stai per davvero vedendo
come fossi cieco dal di dentro
e camminando e scrivendo
son lì che spero che piova una pioggia diluviana
o partisse almeno una ballata dylaniana
come se questo giugno non avesse già pianto abbastanza
prendo e butto la cicca a terra
come non mi hanno insegnato a fare
(su certe robe son autodidatta)
così mi lascerai solo
con una tosse asinina non troppo faticosa
una pericardite testarda come un mulo
e una pazzesca voglia
di prenderlo nel culo
a volte
la vita
è un grandi negri
senza l’un terzo gin