Archive for luglio, 2011

di servizio, comunicazione

lug 16 2011 Published by under ripostiglio

purtroppo il nuovo tema ha ancora troppe magagne per poter restare online.
non appena, lo ricoso.

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l’amore, cos’è

lug 15 2011 Published by under ripostiglio

l’amore è un cane che viene dall’inferno
 che si morde la coda
 che abbaia con accento praghese
  a chi non porta scarpe tacco dodici
  poi si pente chiede scuse e approva
   col muso tutto quel che dici

l’amore è un imbecille interruttore
  con una sola posizione
 che quando l’hai schiacciato
non puoi pi tornare indietro

l’amore è un cane che ti morde l’interno dello stomaco
 con accento praghese
(il morso del cane, no’ lo stomaco)

l’amore non è il cuore che non tiene
 perché l’amore non dimora lì,
ma è in quelle
 lunghe lisce aperte gambe
di ballerina

l’amore è un gran peccato

l’amore è prendersi del tempo per tossire

l’amore è un barattolo di pelati cirio
 riempito di carte di caramelle e sigarette non fumate
  legato con un lungo lungo spago giallo
alla tua caviglia e via a trascinare

l’amore è tutto da buttare, è niente da buttare

l’amore è finire in carcere per respirare

l’amore è rifiutarsi di partire
  e starsene quieti a sedere a cavalcioni
sul viadotto al belvedere

l’amore è tutto ’sto granché

l’amore è il letame e il guascone

l’amore è tenere una mano con una mano e
  riuscire a distinguere più no
quale mano

l’amore è un coniglietto soffice mangiato a pasqua
 con la sopresa composta da ossicini

l’amore è scriverne
 con gli occhiali neri
e due dita di gin
  in un bicchiere rosa sporco da ieri

l’amore è la pagella di quand’ eri bambino
 che non volevi leggerla mai

l’amore è il mio sultano
  un insulto alla vita
 di chi aguzza l’ingegno
  di chi va sano e va lontano

l’amore è il melodramma per produrre

l’amore vince alla lotteria di capodanno e della befana

l’amore è la befana
 la strega e la fatina
tutta gente che vola lasciando una certa scia

l’amore, diciamocelo, è tutto nella schiena

l’amore è guardarsi negli occhi anche un po’ marroni
 e sentire niente
  di non speciale

per fare un tavolo ci vuole l’amore
 per fare l’amore alle volte ci vuole un tavolo

l’amore è la pioggia al momento giusto
e le vetrine che riflettono la tua sfatta faccia
 che ride piange di gusto

l’amore è un pasticcione,
  tenersi tutto dentro nello spazio di un fotone

l’amore al tempo di facebook è la tortura cinese
 il guantanamo delle parole
è passare sempre prima di arrivare

l’amore non dura neanche tre settimane

l’amore è imparare a memoria a dire un altro ciao

l’amore è prendere appunti prima di un piccolo morire

l’amore è cercare inutilmente il numero di telefono
 del dottor Howard Mierzwiak

l’amore è indimenticare

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poesia d’amore per uomo ubriaco

lug 14 2011 Published by under ripostiglio

sei la femmina vodka nella mia caipiroska
sei il gin generoso del mio grandi negri
sei il rum bonito dentr’ al mio mojito

tu sei la base

l’ebrezza mi è compagna
e io voglio viver sempre ubriaco
 di te

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va tutto bene

lug 13 2011 Published by under ripostiglio

camminavo e scrivevo
 nella testa, certo,
immortali versi
  ma in effetti morti lì
   subito dopo
che già me li ricordo più no
così poi ho pensato che forse l’immortalità è un attimo
come quel concetto dell’oceano tutto riversato in una goccia
(il tao
  dev’esser il tao)

lo so
 son un cialtrone
no’ mi piace il marrone
 a meno che lo si declini
  maròn
e con tutte le prove che ho fatto
  da mattina a sera
 lo so già che imparerò mai
a girare una sigaretta a bandiera

e io che ti voglio tutta intiera
 ti dico
danza
 non smettere mai e
danza
ti dico
 ti va di mantenere la calma?

ci saranno
 preservativi scaduti
  il saporaccio di rossetto
 i peli
  i calzini
 i tanghi
  (meglio se argentini)
i guru mode
  i film i libri le canzoni tutte nei posti uguali
l’entusiasmo di maniera
quel modo d’esser nata sempre tipo il giorno prima
  un senso di c’eri e di non c’eri
e il sudore spesso e volentieri

vivi anarchica e conclusiva
 con gli amori sii sempre molto precisa
scrivi testi di canzoni
scrivine a milioni
adora le scarpe e ti faranno camminare
  e tutte le sensazioni
di senza casa senza direzioni

guarda sempre negli occhi i bambini
nel sesso vendi a poco e compra a molto
ama i cambiamenti
 come fossero nuvole
o torrenti
  o capriole

eppoi non temere mai
 che c’è sempre una soluzione
(male che vada un’endovena al cortisone)

io vivacchio come quando
 guardi avanti, sì,
 ma non stai per davvero vedendo
come fossi cieco dal di dentro
e camminando e scrivendo
son lì che spero che piova una pioggia diluviana
 o partisse almeno una ballata dylaniana
come se questo giugno non avesse già pianto abbastanza

prendo e butto la cicca a terra
  come non mi hanno insegnato a fare
(su certe robe son autodidatta)

così mi lascerai solo
 con una tosse asinina non troppo faticosa
  una pericardite testarda come un mulo
e una pazzesca voglia
 di prenderlo nel culo

a volte
 la vita
è un grandi negri
 senza l’un terzo gin

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