non guardarmi negli occhi
guardami negli occhi
non guardarmi negli occhi
guardami negli occhi
non guardarmi negli occhi
guàrdimi nelli occhi
non guardarmi in nelli occhi
guardami in negli occhi
non guardarmi, negli occhi
guardami in dentro gli occhi
meno male che le tue mani
margherita
hanno sempre dieci dita
si sta bene su questo balcone
ho una sedia nuova in midollino
e un lungo bello buon bicchier di vino
c’è un tale sole e un vento
che vorrei bigamo sposarli belli
e c’è talmente tanto vento bello
che
ho visto volare in cielo un sacchetto trasparente
di quelli della frutta e della verdura
molto probabilmente
e filava come un razzo pieno
fors’ era un sacchetto ufo alieno
senza luci però
(o una ragazza borderline a crederci di sotto)
e avrei voluto afferrarlo lesto
non avessi il braccino lento
poi il vento forte
ha cancellato tutta la cenere dentro a il posacenere
io scrivo solo di pomeriggio
correggo di notte
dormo di mattino
per il resto, sempre stato uno ch’ ha vomitato poco
per lo più dopo aver scopato
con due o tre giga di grandi negri in corpo
tutto quel che ho capito della vita a quarantanni
è che visti gli anni ottanta, vissuti i novanta, attraversati gli zero
incominciati i dieci
in definitiva
sarei dovuto nascere dieci o vent’anni dopo
giusto per veder che fine farà zuckerberg
e kyle minogue
poi su questo balcone si sta anche meglio
da quando sei comparsa a stender i panni bagnati
freschi odorosi di ammorbidente coccolino
in mutandine e reggiseno
e poi te lo sei tolto
e poi te le sei tolte
sorridendo
e m’hai detto
come ti sembro?
e io
mi sembri sei
tutta felice da scopazzare
e così ti ho detto
lo vuoi un sottomarino?
una pelliccia di leone con innesto di una tigre?
una mutanda dalla banda larga in vita?
un lavandino che inghiotte i pensieri bui?
una lavatrice con centrifuga eiaculatori precoci?
un appendino per i desideri proibiti?
un libro verde scritto tutto da bambini rossi in viso?
un anno di versi solo per i tuoi occhi grandi?
un gelato al gusto di mangiarselo tutto in tre leccate?
un registratore di massa grassa?
un ventilatore di notizie false e pretenziose?
si dice che
gli infanti beati han no il senso del tempo
e io per quello bevo a dismisura
per tornar giusto e infante
son un uomo da biberòn più
la mia vita è molto più di quel che penso
solo ch’ ho sempre pensato male
a sentir certi poeti
performanti dal vivo
cioè questi che si dicon poeti
e leggon a voce alta
davanti a me, che son ancora vivo,
poi loro leggono e io spero d’esser morto
e finito all’inferno
no, l’inferno è perlomeno
meno noiosamente
mortale
a sentir poi di questi qua poeti
mi vien da pensare che dovremmo fermarli
prenderli da parte
parlargli
prima gentilmente
poi se non capiscono
se continuano ’ andare in giro a leggere
riprenderli da parte
meglio in un angolo
meglio esser in due o tre
con delle spranghe ricoperte di cotone
idrofilo
per far male agli organi interni
per far male con un tocco di poesia
e spiegar loro infine
che in fin dei conti
’ dir le poesie in giro
la faccia come il culo
basta no
prendi una femmina
non dirle mai che l’ami
scrivile lettere minatorie
mandale crisantemi e poesie
di un poeta scarso contemporaneo imbarazzante
(come la scelta che c’è)
falle anche spremute d’arancia
ma, mi raccomando, senza gin
falla sempre sentire imponente
balena e pesante
lascia che ti aspetti per ore
chiusa in un ascensore
scopala poco e male
e sii pezzo di pane
secco
e fin qui
tutto normale
infine posta su facebook
le foto di quando lei si strappa
i peli dal mento
e settale visibili al mondo tutto
poi, caro amico, ci mettiamo d’accordo
un giorno prendo e vengo in ospedale
e tu mi racconti com’è andata?
io non avevo occhi che per te
tu non avevi occhi che per un tipo insulso
il quale non aveva occhi che per un panino
il quale non aveva occhi
era un panino
ma per andare avanti
sapete si era all’imbarchino
lui sedeva vicino a una ragazza bella
(l’insulso, no il panino)
la quale non aveva occhi che per sua sorella
la quale non aveva occhi che per una stella
del cinema nostrano
un certo giorgio qualche cosa
che passava di lí per caso
il quale non aveva occchi che per un cane
labrador
il quale non aveva occhi che per la barista
la quale aveva occhi di ghiaccio
tanto che li avrei voluti nel mio grandi negri
cosí non avrebbe avuto occhi che per me
fuori dal locale del concerto all’aperto
una mamma giovane trentenne o poco più
incinta
o poco più
visibilmente balla con un bimbo
sui cinque sei anni
o poco più
ma non è solo questo
è come sorride mentre che balla
è che voi non ci eravate
e come il bimbo è incantato e ammirato da questa donna
con cui che balla
ma anche se voi non ci eravate
potete fare che fate uno sforzo
d’immaginazione?
(volete?)
ed era come se lei non fosse sua madre
era come se lui stesse ballando
con una donna
e lei se n’è accorta
di sicuro
lo so che non ci credete
è che voi non ci eravate
e veniva da lì quel suo sorriso
perchè lei aveva trovato un uomo con cui ballare
mi sa che ne avesse bisogno
mi sa
anche se un piccolo uomo
incantato e goffo
o poco più
e visibilmente lei era diventata più bella del suo solito
era che mi sa che si son innamorati
questa sera
questi due
mi sa
lei lo guarda e si tocca i capelli
non smette il sorriso neppure un attimo
neppure quando il bimbo scappa
dietro a una busta di plastica
che passando volava guidata dallo scherzoso vento
se solo ci eravate
non vi sareste persi una storia d’amore così
da tre minuti e molto più
è che non son tanto buono a spiegare a chi non ci era
lì di tra quella milonga di sorrisi
da restarci secchi
innamorati di per sempre
o poco più
poi mi vien su la mancanza
la speranza
di rivederla
di ridere insieme
ancora un poco
con una certa atmosfera
in sottofondo
tipo baule, mezzo pieno
mezzo vuoto
e mezzo abitato
e mezzo no
mezzo perduto mezzo trovato
un baule di mary poppins, eta beta e filo sganga
mess’insieme
da trascinarsi appresso
fino al quotidiano amplesso
di formiche mosche e carboidrati
andrei a dormire
giusto per dimenticarla un po’
giusto per starmene in disparte un po’
giusto per delirare un po’
meno
ma devo darmi da fare
darmi all’amore a ostacoli
l’amore ostacolato
da parenti genitori amici fidanzate ufficiali
l’amore che dei limiti si fa un baffo
l’amore dei films
con la a maiuscola e la esse finale (films)
l’amore per la pizza
per il sesso
per il succo di frutta corretto vodka
per lo scherzo
per il volta gabbana
darmi da fare
devo
e soprattutto
leggere meno stronzate (ne va dell’umore)
ed è il mio stomaco il campo di battaglia
e i miei occhi son binocoli puntati
su un fronte di freddo gelato
solitudine benedetta
punti a capo e silenzi inutili
inutili rumori
parole dette
e vacanze mentali
prigioni
tom waits che canta la sua canzone nuova
un maledetto suono di sassofono
che mi attenua il brucior di stomaco
e penso che ho sempre solo bisogno di una piccola scusa
per starmene un po’ male
per starmene per i fatti miei
(
‘ pensare che son sempre qui
tiro avanti
mando lettere a chi non mi risponde
ricevo comunicazioni di servizio
guardo gli amori passare e via
)