Archive for ottobre, 2011

spostami il cuore

ott 23 2011 Published by under ripostiglio

ti dici
 le dico
 spostami il cuore
  di un posto più a destra
con quel tuo sistema di guardarmi
maldestra e ti àmoti
nel giorno del richiamo all’ordine
  degli organi interni
ché ci ho il fegato che mi preme sulla coscia
l’ipofisi in vacanza
 nel senso che al suo posto c’è un vuoto proprio
così guardi i suoi occhi fissi non sulla tua di panza
ma di quello in cannottiera bianca
  e pantaloni in pelle a zampa

ma sai che il meglio è la musica
  e il meglio del meglio è ballarla
anche con le ginocchia in pezzi
anche in ginocchio sui cocci, che son i tuoi,
 degli amori rotti, pagati e mai dimenticati

e la notte
 la notte è la mia mamma preferita
m’allatta ancora a quarant’anni, suonata,
  di karma latte più energia infinita

lo so che la mia poesia è complicata
  ma in un qual senso semplice
nel senso che la capiamo ben’
  solo io e un’altra
ed è un problem’
 il discorso dovrebb’ esser universale
per arrivare diritto in ogni dove
ma io preferisco far l’originale
e poi m’ha sempre stuzzicato l’idea di dar un po’ da lavorare
 a’ filologi precari post universitari

è tardi tardi ma lo sai
ti piace dormir quel poco
 che ti promette un risveglio
  viaggiante immerso in un confuso caldo buono
 danzi come non avevi danzato mai
vuoi bene a tutti
 e molto

così finisce che ti siedi su di una panchina gelata
 ad aspettare quella lei
  a vestitini coi pallini
 anche se tanto sai di là no’ passerà
son le quattro della notte
ma sei sorridente uguale
con quest’enorme malinconia
 ch’ è come il viver nel poco sonno
  confusa calda e buona
infinita asintotica alla felicità

ti vien di pensare che
la vita è un’auto con l’aria condizionata e senza ruote
ci stai ben dentro
 ma vai da nessuna parte

la luna in cielo vaga
 tagliata da una nuvola
 hai la pipì che ti scapp’
e ti sovvengon certe femmine con dentro la mooncup

passa una coppietta
 di anime gemelle
  (tu che quelle
   le hai sempre usate tutt’al più
   per abbottonarti polsini di camicie che no’ hai)
 ed infatti loro manco si tengono per mano
e ti guardano strano
  scrivere e o
scarabocchiare il tuo taccuino tinta quattro della notte
 perché ti invidiano
  la precisione nell’esser al mondo pericolante
 coi pensieri alla finestra
e il cuore
di un qualche posto più a destra

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bravuomo live 2011

ott 05 2011 Published by under ripostiglio

il 12 ottobre ricomincio a sbudellarmi in pubblico.
se vieni io ne sono di molto contento.

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femmina normale

ott 04 2011 Published by under ripostiglio

m’ha guardato e detto
 prenditi e portati via
  la mia vita è più felice se non sei nei miei pressi
e io
  ma te ti confondi
  vieni che ti faccio assaggiare la mia bocca all’ombra dei cipressi
e lei non ha saputo che dirmi
smettila che siam mica in toscana qui
per me sei come un cassonetto dell’indifferenziato
 e non sei neppure tossico
non vali un fico manco per la camorra

ecco lo vedi per te è sempre una questione di potere,
tu vuoi sempre tenere il vibratore dalla parte del manico

ma te ti ricordi
quando grondavi l’amore dalle braccia
 e dai gomiti e dalle mani
e profumavi di valanga
e avevi scarpe di vernice
e avevo preso a di chiamarti beatrice
è no il tuo nome lo so m’ è per far prima
son un fanatico della rima

e mi fa
e tu per me, stare con te,
  mi sento sempre che sto facendo del volontariato

così è finita e andata
anacoluta che no’ è altra
e dire
che lei mangiava con i denti
 camminava con le gambe
  si lavava le mani con le mani
 parlava con la lingua in bocca
pensava col cervello
scopava col bacino

cosa avete da guardare?
 sì, lei faceva tutte le cose normali
da persona normale
voi l’avete mai incontrata una femmina normale?
io no

lei che mi forniva il suo amore
 in una comoda confezione apri-e-chiudi
ed era talmente calda che una volta al mese
 aveva le mestruazioni à la coque

lei che faceva quella cosa irresistibile
 che tornava a casa e si toglieva i tacchi
ma per qualche minuto continuava a girare scalza
 sulle punte dei piedi

è che vorrei mangiarle ancora
  le dita delle mani e un pezzo di chiappa camembert
e avere anche due cucchiaini di suo seno piccolo
 per dessert

d’ora innanzi sarà perfettamente uguale per me
camminare ad occhi aperti o chiusi
perché terrò sempre lo sguardo basso
ho più niente da guardare
  se non posso guardare lei
e terrò la bocca chiusa
ho più niente da dire se non posso dirla a lei
che sorrido a fare se non posso sorrider a lei
che scrivo, che mangio, che penso
 se non posso pensare a lei

mi manca più della prima sigaretta dopo che
 sei stato una settimana in ospedale per operarti ai testicoli
e i fumatori maschi avran già capito,
i non fumatori e le femmine
  non sto manco a spiegarmi meglio
tanto san sempre tutto loro,
san sempre tutto, loro.

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amoroso caos

ott 03 2011 Published by under ripostiglio

se ti do un bacio durante una tempesta
 una farfalla giapponese
muore
  a saluzzo
 affogata in un bicchiere di chinotto
bevuto da un giovanotto altolocato
che indossa vistose uose rosse
 tutte ricoperte di bottoncini neri

se ti penso
 istantaneamente dimagrisco
 mi bellifico
e tu invece pornìficami
  ma di brutto
fammi sentire come un ornitorinco
 molto horny poco rinco
o viceversa
ma noâ’ importa
poi prendimi per le spalle
  mi raccomando con la esse davanti
 e girami verso di quel di te
  e verso tutto quel mondo che è in te
 e non è in me
 ma potrebbe esserlo
  poi prendimi anche per la schiena
sempre con la esse ma qui per forza
 ma insomma prendimi su e fammi godere come una bestia
e legami al letto e spegnimi sul petto
 delle sigarette
che poi me li tatuo per sempre sui polsi
  i segni delle manette

accùcciati animale
 e sussurra il mio nome
ammanettati al letto e vibra nuda
 per me
lava i piatti nuda, per me
scrivi una canzone e cantala nuda
per me

guardami negli occhi
 come se non sapessi far altro
  che allargarti le labbra
con una mano
e sfiorarle di con l’altra
 poi succhiati l’alluce e schioccami un bacio
 contemporaneamente
che numero da circo
 (lo so)
ma nelle poesie
 ce la puoi fare
  ‘ fare tutto quel che scrivo

e cos’è questa balla
  che non ti senti abbastanza femmina
sei femmina per due
sei femmina al quadrato
 e per tre e al cubo e chiusa parentesi graffa
 è che sei come tutte le femmine come te
che lo sono e non lo sanno

dai rimettiti quell’intimo completino
  aprimi la porta in reggiseno a balconcino
aggirati per le strade di notte con rossetto e rosmarino
  e canta tutte le macumbe a tirar mattino
e ora la smetto con questa rima in ino
rino pino sino mino tino vino
ecco
dammi di quel liquido rosso rotto
  di rossetto
 parlami di quando eri dentro al letto
di quell’altro
 no, no lo voglio di sapere
ma versami da bere
e anche se il mio cuore è da buttare
  vivo oggi fin al prossimo ubriacare
 una femmina femmina
di parole

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doccia

ott 02 2011 Published by under ripostiglio

dovevo far la doccia e poi uscire
ed entrando nel box doccia
ho buttato l’asciugamano grande sulla tazza del cesso
 ma la tavoletta era alzata
così quando dopo ho preso l’asciugamano grande
era tutto umido bagnato
 tanto che ho pensato:
ma allora mi sono già asciugato.
son uscito dalla doccia tutto gocciolante
e ho cominciato a vestirmi,
sgocciolante per il corridoio
ma non riuscivo a infilarmi le mutande
per l’attrito per l’acqua
 e nemmanco le calze,
poi son tornato indietro
 e ho visto tutta dell’acqua per terra
tanto che ho pensato
  qui c’è una perdita dal soffitto,
allora ho telefonato
alla vecchina che abita di sopra
 e le ho detto:
 “chiudi quel cazzo di rubinetto, vecchia demente!”
solo che ho sbagliato numero, ho chiamato mia madre.
ma è stata una fortuna, perché mia madre non ha capito niente.
è un po’ sorda. certo è anche un po’ demente,
ma questa ve la racconto un’altra volta.
sta di fatto che alla fine son andato per pisciare prima di uscire
e non capivo perché i vestiti addosso erano così appiccicosi,
 sarà l’umidità tropicale di quest’autunno, mi son detto
allora son entrato nel cesso e ho invertito la posizione della tavoletta
quindi l’ho abbassata
 e ho pisciato,
poi l’ho guardata e ho detto, ma che cazzo,
il soffitto perde pure qui in bagno.
va ben’, ho telefonato all’idraulico condominiale
e gli ho detto: ciao, sei pronto? ti passo a prendere tra poco
e mi raccomando, non esser timido
 portati un golfino che stassera c’è un sacco di umido

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13 cose divertenti da fare prima di trapassare

ott 02 2011 Published by under ripostiglio

uno
insegnare in un corso di scrittura distruttiva

due
svegliarsi tardi e fondare un antisocial network
 ti ci puoi iscrivere ma non puoi fare amicizia con nessuno

tre
viaggiare a cavallo di un neutrino
 e superare superman senza mettere la freccia

quattro
tenere da parte un vecchio catalogo di postalmarket
 così, per le sessioni di masturbazione vintage

cinque
dire ossessivamente in giro
 per me tarzan è sempre stato raimondo vianello
  al rallentatore

sei
non legger mai più una cazzo di poesia

sette
sfondare nel mondo del porno col nome di analis morisette

otto
chiedere il numero di telefono a tutte le signorine che passano
 brancandole per le gambe come faceva ataru moroboshi

nove
aprire un locale fighetto nomàto il bàrrio
 giusto nel quartiere san salvàrrio

dieci
discutere con una femminista sostenendo che la parità sessuale
 consisterebbe per gli uomini nel poter indossare le gonne
senza esser presi in giro dagli amici

undici
ricordarsi tutte le notti che il bello dello sbagliare tutto
 è che poi non ti resta più niente da sbagliare

dodici
dire a una femmina molto bellina
 è che vorrei innamorarmi di te ma non ci riesco

tredici
fare tanto ma tanto ma tanto di quel rock&roll

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che poi io sarei bravo

ott 01 2011 Published by under ripostiglio

che poi io sarei bravo anche senza far niente
 anche senza niente da fare
anche quando c’è più niente da fare
 anche quando ti vedo allontanare ed è per sempre
anche quando non c’è più niente da bere nè da mangiare
anche quando il mondo sembra abbia smesso di ruotare
 il sole è fisso in cielo e o sta per scoppiare
e vorresti solo prender tempo e o scopare

che poi io starei di un bene se tu fossi qui
 ma anche se tu non fossi qui
  ma anche se tu fossi qui e io non me ne fossi accorto
ma anche se tu non fossi qui e io non me ne fossi accorto
 e infatti ti sto parlando come se tu fossi qui seduta
ma invece non ci sei e lo sai
o ci sei e non lo sai
ma non ci sei
 ma non lo sai

fuori piove la pioggia dei giusti, dei tristi e dei misti
piove su di me, su i miei cuori imprevisti
 che ho dat’ in giro, piove il quattro di settembre
 e il mio pensiero viro alla tua ricerca sempre

che poi io sarei bravo a scordarmi di te, strega
 ma è il condizionale
  che mi frega

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