Archive for dicembre, 2011

melancholia

dic 23 2011 Published by under ripostiglio

il freddo che si insinua nei petali del tuo nome
 è un respiro di sposa, e cadavere,
un incrocio coi semafori rotti, i vigili ciechi,
 shakespeare mezzo nudo coi crampi alla mano con cui scriveva
e tutti gli sguardi imbronciati di bambini nati appena

gli amori senza fine
 finiscono uguale a come iniziano
  in un soffice secondo di tempo
con tutto che
  quel che c’è in mezzo è solo il contorno
 d’ una cena di portata multipla
abbracci tuberosi
gentili chiacchierate
 pisolini sott’ ai pini
e su certe panchine gelide di pietra grigia

scriverne è il solo modo che so
 per restarne vivo e distante
e incensurato

ci sono tragedie non tragedie
e anche i mondi alle volte son non tragici
 magari allergici
  piuttosto pensabili e catartici
 come quando tutti ti festeggiano
tranne l’unica persona che vorresti fosse lì

facciamoci uno scheletro di tenda senza teli
 e dei balli ad occhi chiusi
  ché in tutta la follia di un insolito solito
 aspettiamo
poi magari finisce che ti amo

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il mio concetto di ottimismo è veder sempre la notte mezza femmina

dic 17 2011 Published by under ripostiglio

il mio concetto di ottimismo
 è veder sempre la notte mezza femmina
(perché a me piaccion le femmine,
  se a te piaccion i maschi, vedila pure mezza maschia,
figurati, io di per me i generi sessuali son cinque, mica due)

e nonostante tutto il mio ottimismo
 per me è abbastanza un fatto che le femmine
han più sonno dei maschi

nelle sere son sempre le femmine
 nelle sere
son sempre le femmine
 ’ andar via per prime

un attimo prima eran lì
a portata di guardarle
 di sfiorarle con i gomiti
con le schiene con i giochi soliti di pensieri attorcigliati
di chieder loro una sigaretta
di accenderne loro con il tuo accendino arancio
e potrei proseguire nella lista ma mi sembra il caso no

tutto questo un attimo prima
poi dopo l’attimo prima
 c’è l’attimo dopo
e un attimo dopo
le femmine, ‘on ci sono più
 disparìte, disvanite, dileguate

le femmine
son le prime ad andare via
  e te ti guardi intorno
e tutto quel che vedi son i maschi
 alcuni son tuoi amici
  alcuni son sconosciuti
ma nella notte fonda
si è tutti un po’ amici
  tutti un po’ in confidenza
 è come esser tutti sulla stessa barca
è tipo un modo di dire, credo,
 per dire che si è immersi tutti nello stesso naufragio
   alcoolico,
per lo più

poi verso le cinque i maschi rimasti
  rimasugli d’ una serata molesta et errabonda
si va tutti a prender il kebab da horace
ma alle volte io no
 ch’ io ho fame mai
quasi mai

l’altra notte
  ho stabilito il mio record di negroni senza mangiare
(RdNSM)
vuoi saperlo?
dico, il numero
vuoi saperlo?

niente di eccezionale
  niente di guinness
no, e non c’entra manco la birra scura irlandese spessa
(lo so, questa me la potevo risparmiare)
((e lo so che lo sapete che quest’ultima era una citazione))

sei

sei come numero
 no verbo

sei

sei negroni senza il mangiare
 ché io la sera mangio mai
so no il perché
 non mangerei manco il giorno
ma in qualche maniera si deve pur remare
 su ‘sta barca di merda di naufragio collettivo
ché mio padre me lo diceva di continuo
  te sei proprio un elemento da sbarco

comunque,
 in verità
sei emmezzo
per esser più precisi
l’ultimo l’ho diviso un po’ a metà con una femmina
 che non era andata via
nella notte fonda
quindi in pratica si potrebbe dire che non era una femmina vera
 cioè, lei è una femmina,
 se stai fermo lì a guardarla ti dici
è indiscutibilmente femmina
se la noti di sfuggita, di passsaggio, ti dici
 è indissolubilmente femmina
se la palpi nei posti giusti e sessuali
 ti prendi un ceffone tipico da femmina, à la shinobu per capirci,
se è alle tue spalle e non la vedi nemmanco, ti dici
è una tremenda bella femmina che mi sta inseguendo
 cioè più che dirtelo, spérilo
ma comunque
era una femmina rimasta nella notte fonda
ma era come un maschio da panino delle ore, e piccole e piccolissime,
 per me
ed è una cosa che mi piace un mondo, questa
soprattutto quando poi
 nonostante tutto il casino dei generi mischiati
e il naufragio e compagnia bella
 lei ti prende da parte e ti trapassa
con un sorriso sorriso in un modo modo
 che vale per un milione di baci a tavoletta
(che son quei baci come quando premi l’acceleratore, a fondo
 e fai rombare forte il motore
e hai la sensazione che puoi davvero andare dappertutto
in calore piacere e in un secondo)

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cuore in ammollo

dic 11 2011 Published by under ripostiglio

io posso amare al massimo solo esattamente
il numero di persone che mi riamano
perchè il guaio è che
  l’amare non è un’intenzione
ma un’interazione

ho scoperto questa cosa in un giorno di maggio
 guardando la ragazze sotto giù dal palco
ed è stato come scoprire con il mio medesimo naso
 che è meglio non sniffarlo il borotalco

oh ma quelle gambe
 ma come ti stanno bene addosso quelle gambe
e quelle mani
 come ti donano in cima agli avambracci
quelle mani
 ti danno tutt’ un’aria di femmina
con gambe e mani

oh ma questa pioggia
 ma come ti sta bene addosso questa pioggia
e quell’ombrello che tu tieni con le mani
che tanto ti donano
 è tutto bucherellato
cosicché mi risulti fuori come femmina tutta bagnata
di pioggia
 di mani
di gambe

il mio cuore nero
 l’ho messo nella lavatrice della tua vulva
a mille giri al minuto
 ma il fatto non è se sia tornato pulito
e o profumato
il guiao è che non ne è mai uscito
hai messo il programma delicato
 e ora se lo cerchi
lo ritrovi lì, centrifugato
 m’ancora in ammollo

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poesia delle peggiori

dic 11 2011 Published by under ripostiglio

se ti dico che mi manchi
 dopo tu non ti accontenti
vuoi sapere anche i dettagli
  dei momenti,
  dei ritagli, degli accidenti
 gli accorgimenti che mi prendo
per evitare, senza riuscirci, di pensarti

con te è come esser sempre al primo appuntamento
non sia mai che mi dai un bacio a tradimento

ora la notte mi ronda in negli occhi
 mi ronza nei pochi orecchi
che ho no messi
 giù in cantina
e la tua bocca mi è così vicina
 mi tocca il tasto dolente
il nervo scoperto
 con un accento d’irriverente

così m’accorgo che ti ho vista mai in blue jeans
forse è che tra me e te non c’è stato ancora un inverno
 di quelli belli con l’un terzo gin

e ti direi
 che bel vestitino che hai
anzi che bel sotto del vestitino che hai
ma gli ormoni son corbezzoli
 per colazione
e femmine coi capelli
  che ti requisiscono
le nervature delle braccia e i gambali
  da pioggia

sento un caldo atipico
  salirmi su dallo stomaco
un misto riso e pagine e vergogna
 come quando ti capita, ti sarà capitato no?,
d’andar in giro con i genitali alla gogna

ma c’è amore nell’aria
sai come quando si dice nell’aria amore c’è
 è perché hai spruzzato un po’ d’amore spray?
 dalla bomboletta del dottor kazinski
essenza d’amore al 37%
estratto dai peli delle ascelle di femmine siriane
e colombiane rigorosamente deflorate da almeno un tre anni
perché l’amore si annida nei peli più impensati ed esotici
 e comunque non in quelli pubici

lo so, son un cialtrone
e il guaio di essere un cialtrone
 è essere un cialtrone, primariamente,
e di mangiare cose poco sane, in secundis,
tipo apri la scatoletta di rio mare
 scoli l’olio nel lavandino
e con la forchetta cazzuola ci spalmi sopra un dito di maionese
no’ ti serve il piatto
ti servon solo scatoletta maionese forchetta
 e poi mangi poco la frutta
poco importa se negli ultimi sei anni
 la sola frutta che hai mangiato
son le fettine d’arancia che ritrovi di dentro al grandi negri
e poi, più che altro, te bevi
 tipo che sei alla bicchierata numero cinque
e manco ti gira la testa
 ma sei più di là che di qua
bravuomo
e ti avvicini a qualcuna con un vestitino senza cuciture
 anche se sembra abbia indosso solo le cuciture
e le dici
 da quando che non c’eri
  nessuno più mi schiaccia i punti neri

nel bagno del caffè della caduta
c’è un cartonato di dart fener
 a cui ho fatto il solletico al pacco
mentre pisciavo
 e nell’atto son pur riuscito a non sporcare fuori
nonostante stessi al terzo emmezzo,
di negroni con poco ghiaccio
 quindi sempre caldo
  quindi sempre usignolo
 (che so no cosa possa voler mai dire
ma ho trovato questo appunto sul mio nero moleskino
e lo riporto qui fedele,
come nelle migliori poesie peggiori)

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le femmmine hanno

dic 04 2011 Published by under ripostiglio

le femmine hanno i nasi
 hanno le scarpe
  hanno le mani
rugose
 con gli anelli
a volte no
spesso sì

le femmine hanno le unghie
hanno i disegnini sulle mani
  hanno le sciarpe
sopra le tette
a volte no
  (era solo il push-up)

le femmine hanno i cappottini
 hanno le gonnine
  a pallini a cuoricini
hanno i tacchi
 anche se a volte son a corto di pratica

le femmine hanno le armi femminili
 e le arti femminili
  e negli occhi il riso
di un loro antenato kirghiso
 o di un qualchedun altro
inviso ai più

le femmine hanno la bocca
 hanno la schiena
 hanno i capelli
 a volte no
hanno le parrucche colorate

le femmine hanno le manie
 hanno le fobie
  hanno le questioni
 hanno i viaggi
hanno le pose
  hanno scritto milioni di parole che io non capirò mai
hanno i fidanzati
 a volte no
a volte sì ma no
 a volte no ma sì

le femmine hanno la felicità ad ogni costo
 hanno le amiche per confessarsi
alcune carine
 alcune no

le femmine hanno il cuore
 alcune hanno il mio
anzi no
 tutte

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titolo qualunque, tanto li so fare no, i titoli

dic 04 2011 Published by under ripostiglio

ho dei buchi neri
 ’le volte
  mi ricordo solo un fondo nero di quel che m’è successo
è che sarò scarso in scenografia
  e in memoria e in fotografia
sicuramente

è che son marcio
 scrivo robe marce
  tipo con dentro il verme
la mia produzione d’elezione è quella lì
 verminosa
  appassita
passata
  devastata
marcita

sono marcio
  proprio tipo marcio dentro
se vuoi parlar con me
  preparati un argomento a piacere
ché io ho mai niente da dirti
e soprattutto mi dimenticherò subito tutto
 quel che mi dici
ma non ti offendere
  niente di personale
è che io dimentico facile
 tranne le scarpe che indossavi
  se eri femmina
  e o le calze che portavi
(se erano a striscie orizzontali)
  o il cappello che tenevi
 se eri maschio

è quello il guaio
m’è che ho un cervello molto selettivo
   ho due negroni grossi e cattivi
  alle porte dell’ippocampo e dell’amigdala
e fanno entrare solo quelle robe che dico io
e non so perché nella vita oramai l’unica cosa che mi ricordo
è di metter in frigo la prossima bottiglia di bianco

quindi lo ammetto
 ho un sacco di guai
voglio bene a tutte
 ma sempre nel modo sbagliato
no, non è vero
 non nel modo sbagliato
è che siam sempre fuori sincrono
 (volersi molto è una questione di andare a tempo
allo stesso medesimo ballo
 e nello stesso luogo, certo)
è che sono marcio
  come un legno che non tiene il peso
 se mi tocchi io mi sbriciolo
son buono solo come segatura

se ti dico che son marcio
 te poi fai che mi guardimi così
 con quegli occhi grandi e troppi e marroni
fingendo di sapere no che son lì che
 la tua incredulità la subisco
  che le ore senza di te
sono quelle che
non
preferisco

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al concerto

dic 04 2011 Published by under ripostiglio

vai al concerto
  e le femmine fioccano
come nell’85
e vengon giù i muri e le cose
 come nelle storiche nevicate
come quando si dice
  è venuto giù il teatro
ma son solo femmine che cadono
  che vengon giù
  che fioccano
 che ti guardano
e tu le guardi
 e la musica del concerto
  che è super bella
come le femmine
 tutte
(le femmine son tutte super belle)
  la musica dicevo
t’accompagna nel baccaglio
 e il fantasma di bob dylan è lì al tuo fianco
in fila dietro alla tipa con le tette
 super bella
super belle

io voglio le bionde femmine ballare per me
 con in una mano sempre il bicchiere di vodka e limone
  sodo
e le voglio per limonare solo
  con la passione di certi romanzi del settecento
che ad ogni bacio sambrava di esaurire l’universo
 di esaudire il tempo e l’orgoglio
 perso
dietro ad un baccaglio
ad un concerto
 che vivi come respirando da un boccaglio
per l’immersione nelle femmine che ti lasciano senza fiato
e il rammarico d’aver imparato mai
  a nuotare
o anche a con leggerezza filosofare
perché l’amore senza la saggezza
 è come far il pieno di benzina super
certi che sia una super prelibatezza

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