Archive for gennaio, 2012

apprezzo

gen 08 2012 Published by under ripostiglio

apprezzo i cinici
 i pessimisti e le femmine intimiste
  che dicon che fa sesso
la pancetta nel maschio
 e che il pelato è di solito ben dotato

apprezzo chi sa distinguere le implicazioni dalle biimplicazioni
e che avrà quindi già capito
  che non è che per forza
i capelloni ce l’hanno piccolo

apprezzo i disertori
i lupi solitari
 gli spacciatori di musica
i cantautori che sanno scrivere con entrambi i cuori
  quello a inchiostro e quello a vodka tònica
i disperati che ci provano a tutti i costi
  a trovare la quadra sonica
 i nick manofredda che s’arrendon mai
e tutte le fredde mani che m’han lasciato lì
 in una mano le braghe e nell’altra le seghe

apprezzo mangiare poco
  uscire molto
prendere ancora più freddo
  fumare come se non s’avesse altra scelta

apprezzo chi mi prende all’improvviso
 e non mi molla più
chi mi lega a un letto e se ne sta a guardarmi sudare freddo
  come non avess’ altra scelta

apprezzo i macellai con tutte le dita a posto
 i ferrovieri orgogliosi
i genio pontieri che han fatto il CAR a monfalcone
 i timidi intimiditi dai temporali
  le belle ragazze imbruttite dai pianti loschi
i veri poeti, quelli che non volano mai
  quelli coi piedi appiccicati alla terra
quelli terra terra e quelli tristi tristi

apprezzo quelli che quando camminano fra le mattonelle
  giocano a pestare le righe invece che a non pestarle
(soprattutto in via roma, che è più difficile)

apprezzo la pizza la notte ch’è fonda
 a poco prezzo
  a forno pazzo
   a tonno intorno com’ un pizzo
e polvere di curry e di gorgo un pezzo

apprezzo i permalosi
 i bugiardi, i tramvieri, i malversatori
e certe femmine con le scarpe con i giusti ghirigori
le battaglie perse in partenza
 gli aborti di idee
e il non essere mai in ferie

apprezzo il grande cielo azzurro
 e quello che ne pensava gengis khan
il sole che scalda
 la luna che sogna
marte e venere e giove che gravitano
  nei dintorni di cassiopea

apprezzo chi mi mangia davanti e non sputa in nel piatto
  chi mi fa no sentire invisibile
chi discute con me di letteratura
  chi non ne puó più della poesia

apprezzerei che zuckerberg
 facesse tradurre il “mi piace”
con “apprezzo”

ma di tutta questa lista
  apprezzerei di davvero
 davvero di davvero
  saperne
 il di perché

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poesia così così

gen 07 2012 Published by under ripostiglio

non me lo ricordo più
 com’era
starti sopra
  starti sotto
starti di lato
 starti in fondo
in fondo starti
  me lo ricordo no
com’era

non me lo ricordo più il come e il quando
di quei cosi fatti con le braccia
 i cosi,
  ah, sì, gli abbracci
 di quei cosi fatti con le labbra
i cosi,
  ah sì i labbracci
le attese dei pleniluni
i volti silvani
 i vestimenti leggeri

a volte il cuore ti tradisce
 e fa che smettere di battere
senza preavviso
 manco una mail
  un sms
   una telefonata vecchia maniera
col gettone dalla cabina telefonica
ed è un problema
  un grosso problema
   un cazzo di grosso problema del cazzo
quando il cuore decide che vuol smettere di battere
  e ha nessuna intenzione di ricominciare a farlo
quando, come si dice, ha preso una decisione definitiva
e ti massaggiano
 tu cadi per terra
  e se c’è qualcuno
ti massaggiano,
  cardiaci, ti respirano in bocca
se c’è qualcuno, ti respira in bocca
  ti massaggia
ti salta sopra
 ti inietta l’adrenalina
  ma tu sei come morto
cioè sei morto
a dirla tutta
 in tutta quella mancanza di batticuore
tu a dirla tutta sei morto

ed è come quando ti dissi
è che non voglio metterci proprio tutta tutta la vita
  per capire cosa mi si agita in dentro la testa

è come quando mi hai detto
 lo sai no, che tanto questo nostro
   è un mondo in levare

è come quando te ne sei andata
senza un respirarmi in bocca
  senza un massaggio
   senza una sigaretta
e io adesso
 più non me lo ricordo
  com’è
non esser morto

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sfigato che sono

gen 01 2012 Published by under ripostiglio

ho guardato i miei occhi allo specchio
ed eran gonfi
 di primo dell’anno ed altro
eran gonfi
 e rossi
 d’amicizia e d’amore contrastato
 e il mio cuore era spezzato
si vedeva dagli occhi

non lo so
 se avete presente com’è
averlo
  il cuore spezzato
 è sentirlo battere molto forte
fortissimo
  poi più niente
poi più niente
 niente di niente
 in petto niente
  in stomaco niente
  in respiro
niente

oppure sentire due o più battiti
due o più battiti, disadorni
discontinui
 uno per ogni pezzo di cuore
sparso
  un battitto per ogni pezzo di cuore
disperso
  perduto
 spezzato

è che io spesso farei meglio a starmene zitto
  a non dire cose
a farle, le cose
senza dirle
 è una lezione da imparare, la
la lezione
 dello stare zitto
 dello fare, la
da impararla

però
 son qui che guardo la luna a spicchio
  di tra il nuvolame e il nero della notte
e vorrei partirmene, lasciare tutto
atterrarci sopra com’ un armstrong dei giorni nostri
  sulla luna
  scriverci sopra
’la luna
a impronte di scarponi
 scriverci
  quant’ è a pezzi il mio cuore
  quando t’amo
scriver sulla luna
  queste cose
così che la guardi
 la luna
se ti capita
  e,
   per niente, lo so,
lo saprai

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