è un’attesa senza noia
sento un poco d’ansia
com’ una sottile logica paura
mi alzo, mi seggo, mi reggo a un corrimano
scendo tre piani di scale
cerco di non ascoltare
le conversazioni degli altri
cerco di fumare senza sbagliare
il lato della brace Continue Reading »
quest’è uno di quei cosi-post che scrvo ultimamente, scrivo voglio dire, ché son con una mano sola, ché son padre, cioè uno di quei post con-una-mano-sola, ché nell’altra c’è un’epsilon che sbraita (eh sì, l’ho già pensata anche io la battuta “perché invece prima che eri no padre non scrivevi sempre post con una mano sola? solo che nell’altra c’era una versione 1.0 di youporn.com).
in ogni, caso, in ogni caso, è che evidentemente sto in un momento di sconforto nostalgico e pregno, dico pregno, d’un romanticismo snob e fuori luogo e fuori tempo e fuori da ogni logica e ragionevole e beneamata considerazione di carattere generale su un passato online che mi sembra morto e sepolto, e che mi sembra terribilmente remoto (e invece eran solo 5 o 6 anni fa) e così m’è venuta in mente una lista (mi piacciono le liste) di cose divertenti che non farò, non faremo, mai più (uso il plurale perché queli elencati quissotto son tutti robi cosi collettivi).
ecco la lista, in un disordine qualsiasi (tralascio di accompagnare gli items con descrizioni strappalacrime, ma era solo per dire che ognuna di queste robe ha contribuito pesantemente nel farmi a immagine e somiglianza d’un essere umano degno e gioioso e scribacchiante, ed ho un debito, sì, con tutta quella gentaglia conosciuta di per lì):
- scrivere per blob-of-the-blogs
- andare al webbit
- partecipare a il blog rodeo live
- aspettare il prossimo meravigliosamente inarrivabile post di arkangel
- tentare di scrivere l’enne-più-unesimo manifesto del nuovo-di-zecca-inventato-a-tavolino-anarchico-insurrezio-esibizionista-al-gusto-vino-e-ombelico movimento letterario/poetico/narrativo con qualche fratello malcìko
- tentare di metter su con ingenuo e immotivato entusiasmo una scalcinata web-radio
òkei. ora ognun può, stando solo sul cuor della terra, trafitto, può, può di far la sua di lista, ma prima di andar a poggiare l’epsilon che s’è addormita con un occhio sì e un occhio no, volevo provare a riflettere sul fatto che tutta quella roba lìssu, in cinque o sei anni s’è trasformata in altre robe, che quindi posson poi dirsi figlie di quegli embrioni là. o almeno provo a spararla grossa.
bùm:
- certi usi incrociati del tumblèro?
- l’interstizio degli ultimi barcàmpi
- niente che io sappia (si potrebbe far qualcosa con twitter o friendfeed?)
- sempre lo stesso aspettare
- …
- tentare di metter su con ingenuo e immotivato entusiasmo una scalcinata web-tivì
niente. forse a breve partirà tele-catrame19…
ho una man sola
scrivo con quela
con l’altra che ti tengo, ada,
ma scrivo pian, e i pnsierini mi sfugono
e prue l’ortigrafìa
di tra che ti guado drmire ciucciando il ciucco
rnfando di col naso ciuso
e poi ti scopro a sssultare come in un singhiozzo ritardato,
dopo tutto quel tu pianto di bebè
avri voglia di un bicchiero di vino bianco
(eccerto che ci voglio dentro anche ‘l campari)
ma non mi possomi di muovermi di qui
ché altrimenti tu ti ripiangi daccapo
e allora
me ne sto seduto e tu stravaccata sulla mia gamba
col formiclìo a il brazzo destr
ho pure voglia di fumare
fuori piove
è partita mledetta prmavera
a scriver una riga ci mett u quato d’ora,
chè ci ho una sola mano libera
l’altra è blu
insensbile
idonea a un bel segone (con quel trucco che poi ti sembra federica)
e mi fccio passar lo stimolo a starnutire
con la tema che m suon il cllulare
mi brucia la schiena ma spporto
per non doverti di sveglare
te che sei una bimba tutta a modo tuo
che per esser figla nostra
ti dimeni con i fianchi
e dorm solo se ti leggounpezzo di dino campana
o ti metto su sirianni
melodia per occhi stanchi
dodici giorni fa abbiam fatto giù una bimba. epsilon ada. processo di riproduzione della discendenza completato. si continua a dormire no. o poco. o a tratti.
tra ieri e oggi e la prossima settimana stiam traslocando nel quartiere più servito di torino. processo di movimentazione cose completato al 55%. grazie agli amici ch’han dato una manona. se non c’eran loro…
fa freddo. tutto si accavalla.
stasera faccio un literature contest a “lo sbarco”, zona san salvario. tutto s’affastella.
contrattempi in ogni dove. e non posso manco dire, potrebbe andare peggio, potrebbe piovere, ché già piove.
però la cosa più importante ora è il trasferimento dell’adsl.
non sappiamo quando avverrà.
se in questi e nei prossimi giorni non ti rispondo alla mail, al commento, a facebook o friendfeed o quant’altro, è che mi stai sul cazzo.
(eh eh)
“le femmine sono tutte delle puzzone” è lo statement più importante, diciamo, una delle due o tre poche cose che il piccolo bastardo del libro lassù a destra, è sicuro di sapere.
io non lo so se è così, se le femmine sono tutte delle puzzone, però da quattro giorni so che le microfemmine lo sono, eh eh (rido). la nostra piccola epsilon ha attaccato a produrre puzze delle più varie. la cosa strana è che mi piacciono tutte. non pensavo.
va ben’. son cose così.
prima di chiudere volevo sapere se potevi comperare il libro lassù a destra. magari non sembra, ma è bello, val la pena! e t’assicuro che il ricavato andrà tutto in pannolini. e se lo comperi via internet ti mando una fotina di epsilon che sembra fantozzi.
cara epsilon, cara ada, a a é i o, a a à a ,
stamane chiedevo alla tua nùnema quand’è che poi faremo tutti i vari corsi principianti e avanzati di teoria e pratica del parto normale (no clinica o piscina o vasca da bagno o in casa o nel bosco o su un taxo o al buio o sotto luci strobo, rosse e gialle o in un teatro o davanti a una webcam in diretta streaming o ascoltando battiato e enya. no, reparto maternità ospedale di ostetricia e ginecologia, semplice).
gliel’ho chiesto perché tutta la mia cognizione sul parto, tutta la mia cultura del parto, tutta la mia partologia, tutto quel che ne so, voglio dire, lo so grazie ai film, a cinema e televisione. Continue Reading »
niente, nothing, nada.
metto su amore disperato
sperando ch’a te mai t’accada
d’esser circondata da fanatici in pelle che ti scrutano senza poesia
allora passo ai groove armada
un po’ per sentir my friend
(un po’ per la rima)
e ti comprerei una casa di giada
completa di piscina
ché mi sai di una pistina
che si ròtola
palindroma e pollicina
mi sai d’un torquemada
che mai riposa
che passa e la nebbia si dirada
che libera la strada
dagli inganni del suo tempo
che mi passa sopra il sonno
con il pianto del lamento di portnoy
di letteratura
e di noi
che poi giochiamo
alle scorregge con la mano
alle anime gemelle
alle corse caramelle
alla bianca neve di rugiada
del mattino a crepapelle rider dei lombrichi
di farfalle e dei comici nostri amici di contrada
e sappi
che continuerò lo stesso a metter insieme
questa masnada
di parole
e a leggertele
sin da il giorno ch’uscirai dalla pancia della nùnema
quando ti guarderemo fino d’in dentro a gli occhi
e com’ in punta di sciarada
ti nomerèmo
ada