novembre schifo e una figlia
è novembre
e diddo mennica (per me)
di domenica (per tutti gli altri)
tutto è fermo
(tutt’ èffermo)
tutto è foglia secca
sbriciolata
rafferma
il sole si vede no
(il sole non si vede)
ma c’è
ma è
una lampadina ecologica a risparmio energetico
ovvero fa una luce che vorresti tipo suicidarti
oggi il film del sistema solare
non è granché
per colpa del direttore della fotografia
a corto d’idee
(avesse almeno smarmellato)
e mi accorgo
nel grigio freddo ecologico e non smarmellato
che una figlia
è no un essere umano a parte
è un’estensione del tuo corpo
di il tuo umano corpo
è un organo aggiuntivo che devi riempire
di sangue
pensieri
sospiri e baci
se sente freddo lo senti anche tu
se ride sei tu che ridi
se piange sei tu che piangi
se s’è pisciata, va ben’, no, è lei che piscia a vànvera
tipicamente appena dopo che l’hai cambiata
nell’inquatradura fissa da film iraniano che è la domennica
di novembre
con questa luce dimmerda
mi accorgo che una figlia è un cuore gemello
che t’hanno innestato nel petto
accanto all’altro tuo
è come la circolazione extracorporea nei trapianti
solo che per fortuna non ti serve l’ipotermia
ma insomma, quel che voglio dire,
tolte tutte queste stronzaggini da presunto poeta,
è che una figlia è
un essere a distanza zero da te