voglio scrivere una poesia intitolata
mio figlio è un drogato
ma non scrivo un cazzo da tanto tempo
per tanto tempo ho pensato che non ero più capace
non sentivo più le voci
non nel senso che sento le voci
mica sono matto
la voce
una volta sentivo una voce
quella che mi ditta dentro
le cose da scrivere
sta di fatto che oggi ho sentito la voce
non che mi dicesse granché
mi ha detto
mio figlio è un drogato
e quello è arrivato da me con le braccia aperte
in mano un pacchetto di fazzolettini di carta di una nota marca
l’ha gettato di lato
mi ha fatto vedere le mani e mi ha detto
“non c’è più tempo”
mio figlio mi fa molto ridere
una volta
quando era piccolino
abbiamo girato un video insieme
ho messo per terra uno di quegli aggeggi per misurare le cose
tipo da muratore
lui camminando l’ha scavalcato
e il video si intitolava
“il bambino ha superato il metro”
cose così
però questa poesia su mio figlio è un drogato
non vuole parlare nè di figlio nè di droga
(ha quattordici anni, non credo che faccia uso, ancora
è un modo di dire
ci prendiamo in giro parecchio
lui mi chiama tremone
ha tutta una serie di frasi idiomatiche pazzescamente comiche
che però non dirò)
(a parte una, quando voleva sfottere la sorella
che ascoltava quella cantante americana là
e lui la chiamava chètipèrdi)
questa poesia è sul mondo di questa mattina
il mondo è molliccio
questa mattina
c’è un sole al massimo grado
la temperatura è perfetta
il cielo è di quel blu che non ci credi
dico blu nel senso che non so i colori
e non sono uno di quei poeti che vanno a cercare
pervinca, giaggiuolo, carta da zucchero, eccetera
blu
hai capito
ieri è partito un razzo gigantesco destinazione luna
(intorno alla luna
tipo il romanzo di jules verne)
con quattro persone a bordo
dopo un’ora si è rotto il cesso di bordo
(sì, sulla orion c’è un gabinetto, con la porta proprio
tipo come su trenitalia)
grazie alla squadra a terra l’hanno aggiustato
poi son andati tutti a fare un pisolino di quattro ore
il torneo dei candidati sta andando bene
in testa c’è un ragazzino di vent’anni
che sta battendo tutti i più forti
nakamura non riesce a vincere una partita che sia una
ma il torneo è ancora lungo
mancano 10 turni su 14
ci ho messo cinquantacinque anni a imparare i beatles
e adesso li so parecchio
tipo che li ascolto a nastro
ho già visto il documentario straripante di peter jackson
ho letto un paio di libri
tra cui quello di leonardo
e mi sembra di essere una persona migliore
ora che so i beatles
(per dire, dylan l’ho imparato a quarant’anni)
son fatto così
a volte mi scatta una mania e
ho ripreso in mano lo zen e l’arte della manutenzione della bicicletta
ho letto qualche pagina
anche di lila
tre pagine di uomini e no di vittorini
non l’ho mai letto
ho pensato che non ha mai neanche finito
come si chiama
stamattina ho la testa in lavatrice programma centrifuga
il coso
come cazzo si chiama
il
di
come si chiama lui
lo scrittore
famosissimo
di
dai
quello che ha scritto anche
ho in mente la faccia
no in realtà non so che faccia abbia
ma non mi viene il nome
cerco su google scrittori italiani del dopoguerra
forse c’è una elle
no
dino buzzati
il deserto dei tartari
certo
mai finito
mi sento una merda
ci sono così tanti libri che non ho letto
e dire che ne ho letti
di libri
io
in ogni caso
volevo dire
se appoggio il gomito sul tavolino fuori sul balcone
fumando una siga
il tavolino mi sembra molliccio
tipo che mi sembra di appoggiarmi a un cuscino
niente.
solo questo.
