mulliera scànsati
fammi posto
ànsimami
un paio di dei tuoi baci
consonanti
con quelle certe mie labbra
spesse negroidi
gonfie dei tuoi schiocchi
agli steroidi
t’ ho vista stamane
dùplice
guardarmi appena in tralice
mentre mi premevi un polpastrello
e ritornare un attimo
complice
di quei certi nostri
misfatti
e cimice
di tra i pensieri spiati
da tutto il tuo esser presa
da pazienti e tanti e mica tanto pazienti
e un salice
mi parevi un salice
piangente
a rami in giù
che ho più no rotto le scatole
e t’ho lasciata andare
col tuo passo caribù
verso l’ospedale
quello dove sei la più brava
una specie di nostra
dottoressa casa
