vieni anche tu, muliera,
di tra i passi miei della sera
vieni anche tu
e lambiccami il cervello
monello
per un momento di latte
è che oggi ho no fatto a botte
nè con te
nè con il lattaio nero mattutino
vieni anche te
fin dentro nel cesso
che è poi tutto questo mondo
e rendilo lindo
acconciato e un minimo più profondo
tu che sei il continente plateale
di tutto il mio turismo sessuale
io dispnoico del tuo cavo ascellare
che mi dici che nella scala evolutiva
son praticamente fermo al mesozoico
vieni anche tu
quando siam lì che scopiamo
vieni che ti imburro la pillola
dentro un garage
in una dependance del vaticano
ché ce lo ritroviamo sempre di tra i piedi
quello là
vieni anche tu
a prendermi per il bavero
la notte polveriera
che i fascisti mi pestano a sangue
proni di leggi razziali che mi bandiscono
dandomi del pezzente
dandomi del perdente,
ma perdente di cosa?
manco sapevo d’esser in gara
vieni anche tu
muliera
a stendere un velo bavoso
a mulinare le braccia nell’aria stantìa
a perdonare gli umani affetti
da manìa
per l’estinzione
vieni
camminiamo via
mica camminando, no,
ce la mastichiamo, la strada
e prendiamo a nolo un dirigibile sgonfio
per scappare lenti
nel mezzo del cammin di compostela
come quando trovammo una mela moneta
mano nella mano
al parco di pagoeta
