ultim’ora

(notizia ricevuta via sms)

“il piano C diventa D. il B, C. il piano A è confermato. il B, diventa: Reggio Calabria ore 9.21.”

nel frattemp’ho pers’il treno.
rubo una macchina e vedo d’esserci lo stesso. spero di non sbagliar lo svincolo.
(nel qual anche caso, me ne frego: i’ son in vacanza, neh)

saranno giorni duri. non so bene cosa portarmi appresso: l’aleph di jlb? qualcosa del vecchio hernie? il dvd di turnè?

ih.
(mollatemi, che comincia ally)

per cinazza e cinazza2

t’ho vista profumata
d’alberi remoti
e perduta
dietro a’ piedi troppo vaghi
mangiarti unghie spesse d’azzurro occhi

ti prenderei in braccio ogni
sole del mattino
ma per solo un poco
dal risveglio
alla bellezza del tuo
sparso movimento
di capelli
celestino

tanto tempo fa nascemmo
fatti di musica comica
e simile
e mi sei rimasta nota
di fra le ottave mie
concave e stonate

poi ti direi
prendimi come zio
del pacchettino di cellule in più
che tieni ‘n forno dentro nella pancia
anche se son rimasto timido blu
d’assenze
bischero e cocciuto
(come sempre)
a vederti grande e viva come albero riempito
da’ profumo melarancia

coinquiline

durante la dodicesima volta che si guarda four weddings and a funeral, dico:

– eh, a volte mi dispiace d’esser arrivato al capolinea.
– che capolinea?
– il capolinea con la sfilza di donne.
– con la sfilza di donne?
– cioé a dire che dopo di te, nisba.
– ma cosa vai vaneggiando vaneggione?
– ah certo, fai presto tu a non far pensieri del genere…
– uh?
– eh, te sei una donna.
– …
– fai presto te.