j.d. salinger

(per la serie , , )

è morto a cornish a novantunànni.
va ben’, dispiace, anche se, prima o poi.
speriam che almeno ci faccian su una edizione speciale commemorativa dell’ipad con tutti gli inediti del vecchio recluso inclusi in formato epub.

messo giù da arsenio bravuomo il 28 gennaietto 2010 in ripostiglio, da cui 2 dire
“sì, noi siam quei che bevono sopra la media, ma siam anche quei che si guardano per bene negli occhi, brindando, e a forza di farlo finisce che siam capaci, noi, di guardarle negli occhi sempre, le persone.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

mi sbilancio, mi

(per la serie , , )

faccio una previsione sul prodottone apple che mercolèdio verrà presentato in galassia visione:
sarà un aggeggio con due schermi.
voglio dire, una cosa tipo a libro, con uno schermo lcd normale e l’altro magari eink.
oppure, meglio, un aggeggio con uno schermo fatto da due layer, uno a colori e uno eink, che a seconda dell’utilizzo che faccio dell’aggeggio funzionano in alternativa uno all’altro…

ovviamente la batteria si ricarica con la forza di star wars.

va boh.

messo giù da arsenio bravuomo il 25 gennaietto 2010 in ripostiglio, da cui 2 dire
“c'è sempre da imparare, la scrittura è sempre migliorabile, a meno che non te ne dimentichi del tutto, oppure qualcosa o qualcuno non te l'abbia pubblicata (così la pianti e hai pietà dei filologi).”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

incipit

quando sei giovane due sole cose abbondano nella tua vita: la presunzione e lo sperma.
la prima la espelli nei locali la sera leggendo pessime poesie credendole capolavori immortali.
il secondo lo espelli, ben’, non sentirete mica il bisogno di me qui a spiegarvi dove o su chi?

“s'era tutti fratelli, tutte le notti, e insonni, e giù che ci chiamavamo un bicchier uno per ciascuno, distanti dappertutto forse, meno che nell'anima bandìta”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

il piscio

il piscio
 disegna
disegni a caso
  non ama la neve

il piscio è giallo
  ma è anche argento
anche rosso
  anche arlecchino anche arcobaleno

il piscio guizza
 e sguizza
e guizza sguizzando
 sguazza
più che altro sguazza
parlando pochissimo
  in genere è molto liscio
al tatto
 per meglio guizzar

il piscio sale
 il piscio un poco scende
 gira, si ribalta
  se ne frega della gravità

il piscio è anche un segno
  d’acqua
passata sott’ai ponti
 e divinata a caso
come tutto il resto zodiacale

in definitiva il piscio nuota
  nel fiume, nel lago,
ma più che altro il piscio nuota nel mario
facendo le bolle
 parlando pochissimo

il piscio è buono
  fa bene alla salute
assunto nelle giuste quantità
 e col limone

il piscio io me lo mangio
 come il mio nonno
 soprattutto in scatoletta

“mai avuto un dubbio sulla mia immortalità letteraria: scrivendo son nato, così mi trascinerò fin al forno crematorio. solo, sarò uno postumo, come scrittore, sarò tipo un doposbronza.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

pensi? paghi!

(per la serie )

mi dicono che nel 2011 il #governo_merda regalerà a un privato (la #siaemerda) una nuova tassa applicata a tutti i cittadini, indiscriminatamente, da pagare comunque, per tutti i contribuenti che pensano, perché se pensi alle volte potresti canticchiarti una canzone nella mente, e quindi, preventivamente, devi pagare.

forse esentati i pazienti in coma e quelli che votano lega.
(forse)

messo giù da arsenio bravuomo il 16 gennaietto 2010 in ripostiglio, da cui 3 dire
“il solo mestiere che so per combattere una devastazione metafisica nella mente e nel cuore, è porre in essere la devastazione fisica di un lungo pomeriggio di marciapiede sporco a chieder moneta, bevendo vodka liscia da per la bottiglia e parlando, di quando in quando, all\'aria fritta.”
maximilien roccam de pasteur, nonàmore

ebook e compagnia bella

(per la serie , )

sto seguendo lo streaming live dagli uffici di apogeo, un convegno sugli ebook e compagnia bella, e dopo l’intervento di giuseppe granieri, di cui condivido praticamente tutti i ragionamenti, mi viene fatto di pensare che il futuro del libro è il web. il formato del futuro per il libro è l’html. il dispositivo di lettura di un ebook è un qualsiasi terminale mobile con lo schermo sufficientemente grande (anche se io già sull’iphone leggo parecchio…).

voglio dire: cosa me ne faccio dell’ebook quando ho il web? cosa me ne faccio dei distributori, foss’anche amazon, quando gli autori possono pubblicare e distribuire per i fatti proprii? cosa me ne faccio dei formati specifici per i device (epub e compagnia bella), quando posso usare l’html?
il fottutissimo, banalissimo, sfruttatissimo html!
perché mai dovrei convertire il mio testo in un altro formato che non sia quello semplice, aperto, conosciuto e usato tutti i giorni che è l’html? perché mai scimmiottare i processi tipici e restrittivi della carta? perché mai?

perché mai continuare a pensare il racconto, lungo breve, un romanzo, un testo, come una cosa che io devo comperare ovvero trasferire nel mio device personale? i romanzi, i racconti se ne stiano “in the cloud” e io quando ne ho voglia me lo leggo.

il più grande distributore di libri sarà google, nel senso, la funzione di ricerca di google.

è chiaro che a me la parola mercato applicata alla letteratura non piace.
è chiaro che io gli scrittori, o cosiddetti tali, li manderei tutti a lavorare. non proprio in miniera ma se a uno piace scavare, faccia quel che vuole. se vuol guadagnare da quel che scrive si sbatta dal vivo, faccia i reading, si faccia mantenere dai fan, ma non si metta a vendere quel che scrive.

è chiaro che ora, dopo tutto questo pensare chiaro e confuso nelle stesso medesimo tempo, mi apro una bìra.

messo giù da arsenio bravuomo il 15 gennaietto 2010 in ripostiglio, da cui 3 dire
“dei quindici minuti di warhol, ne voglio zero alcuno, io.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

questo vento

(per la serie )

questo vento a 300 all’ora e sotto zero
  spazza via tutte le nubi
  e tutte le nubili
  tutta la notte
  tutta la tutta
rumoroso come in un film dell’orrore
  registrato e visto su videocassetta rovinata dall’umidità
una mattina che ti svegli male
 e scopri d’esser tornato nel novecentottantacinque
 quindi peggio del peggio paura film dell’orrore
ché mica hai 14 anni, no, ne hai i soliti tuoi trentotto
 guarda te che sistema dell’orrore di tornar indietro in nel tempo

e insomma
 il cielo ora è limpido
e le ragazze singole han trovato chi se le sposa
è una giornata così
alle volte,
 delle alle volte
 non ti chiedere perché
la natura fa di queste cose
  apparentemente non correlate
tipo la farfalla scatena uragani
è la teoria del caos, amorino mio
 (che è un modo scientifico per dire che la nostalgia
l’è una brutta bestia)

ci sono cose che tu fai
 e poi dopo anni le pensi
e ne provi nostalgia
 ed è bello
  è un bel modo di finire la sera

ci sono cose che tu fai
  e mentre le fai già lo sai
la nostalgia è lì che ti guarda e ti sorride
 con un grembiule rosa
 e ti dice
  dai, sì, su,
 te lo verso subito il vino bianco col campari

è la nostalgìa quella
  con il grembiule rosa
 l’accento sulla i
  il capire che ci son persone molto speciali
  (di molto di più di te, chetticredi di fare?)
   e la bellezza che mai
  e poi mai
 saprai dire

messo giù da arsenio bravuomo il 07 gennaietto 2010 in ripostiglio, da cui un dire
“il fatto non è rovinarsi la vita oppure no. la vita, prima o poi, vi si rovinerà comunque. io, di per me, continuo a berne di spòlpafegato, almeno, alla fine, la vita me la sarò rovinata per i fatti miei.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

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