Archive for the 'ripostiglio' Category

come sei bella

feb 05 2012 Published by under ripostiglio

è bello guardarti
è bello
  bello bello bello
 bello bello
bello

da quando ti ho vista
 è la vista
il mio senso preferito

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carbone

feb 01 2012 Published by under ripostiglio

mi ricordo mai di nessuno
m’ importa zero di chicchessìa
quel che mi si dice m’entra di qua e m’esce di là
  qua e là
non è che ci sia gente che m’è poi simpatica
quasi nessuno
nessuno
ma mica mi lamento
mica son qui a dire che son misantropo
mica qui a dire che il mondo è brutto
mica qui a dire
son qui a scriver un certo disagio
tipo acne senile
tipo incontinenza giovanile
tipo se dipingessi userei il carboncino
se scrivessi come si deve
farei carbone con le parole

è pazzesco come dici le cose
mi dicon
certe femmine
di stanza qui
militarmente armate
   di ombretti e culi alti

poi m’invento un titolo per una nuova raccolta di
  cumuli di guano
tipo cicchetti corsari
so no se si capisce l’allusione
 e la modestia, certo

ma sto diventando troppo commerciale
 troppo propio
(mi metterò a scriver le rèclame)

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notti bianche

gen 31 2012 Published by under ripostiglio

di tutte queste notti in bianco
 e bianche di neve
ho dormito mai nè dolce nè amaro
 e nemmen salato, s’èpperquello,
m’ ho preferito starmene in su il balcone al gelo
  gelato
a fare aneliti di fumo infranti
 e incantato
dal ricordo dei momenti
nostri paurosi, per me,
 ma sempre pieni di contatti
telepatici e infanti

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femmina del terzo tipo

gen 24 2012 Published by under ripostiglio

lei era una femmina da incontrare ravvicinata
  al mattino presto oppure mezzo
 era una femmina del terzo tipo
 di quello speciale molto
che per dire
 se la carta igienica era stampata su un solo lato
lei la usava da quell’altro

a mezzogiorno le dissi
dai spogliati tutta
 tutta meno una maglietta
risciaquati la faccia e asciugala con quella
 girati e chinati ribalda
  mostrami quelle tue gambe
  incrociate a mo di cialda

lei era una femmina da collezionare
 come una collezione di panchine senza schienale
 una pioggia di canzoni senza diritto d’autore
una flotta di navi senza timoniere

un pomeriggio ero lì che pensavo
a tutte le lettere d’amore che ho scritto
  e vanificato
a causa della mia pessima calligrafia,
e ai pomeriggi spesi a corteggiare una luna
  che non c’è mai stata
 e sprecati,
a causa della mia pessima abitudine
di sprecare i pomeriggi,
quando ad un certo punto mi disse
tu dovresti tenermi stretta
  come non sapessi fare altro
appiccicarti al mio petto
 come se quello fosse il solo tuo posto

poi mi guardò fisso negli occhi
 e fuori si spensero tutti i lampioni
ma la luce, per me, era rimasta uguale

lei era una femmina con un doppio corpo astrale
 con le scarpe ruvide
  e le mani cònsone
non mi parlò quasi mai
suonò per me, danzò per me
 guardammo qualche stella
e anche se ci incontrammo vicino
 ai nostri precedenti vecchi consigli
abbarbicati
  tremammo l’un l’altra nella notte
un sacco
 abbracciati

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ragazza triste

gen 15 2012 Published by under ripostiglio

(when you start missing someone, it will never end)

ragazza triste
 come me
(la la là)
lo so che fuori ci son zero gradi
 e ti si screpola la faccia
e ti si screpolano le labbra
se non porti mutande in lana pura

ma tu sei calda dentro
ragazza triste
 tu sei stufetta e caminetta e radiatrice e termosifona e funghetta e lampada
starti appresso è un piacere di calore
anche se sei triste
 se fuori ci son zero gradi

ragazza triste
 sei strana triste e bella
ed è strano triste e bello
 pigliarti vederti guardarti
osservarti osservarti
ché sei sempre lì che guardi tutti
 come se quasi tu non ci fossi

ragazza triste
 m’hai trattato con asprezza
 ma io mica sono caparezza
e tutti quei tuoi capelli rossi e i rimmel gialli
 son il grado zero della mia disperazione

vuoi saperlo se per caso ancora piango la notte?
(sì)

ragazza triste
se tu non mi vuoi
sono tutti cazzi tuoi

la la là

(when you start loving someone,
 it’s not gonna work that you,
 out of the blue,
 stop doing it)

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this shit

gen 15 2012 Published by under ripostiglio

la nottata

anche questa è passata
 di nottata
e la pizza surgelata al solito l’ho messa in forno
 e l’ho abbandonata dimenticata carbonizzata
un disco nero
 il fumo in casa, porco diavolo
io addormito con la testa di sopra il tavolo

il bilancio a questo giro è che
 ho invidiato quelli che fan le canzoni
 perché hanno la musica dalla loro parte
e posson far un gran bel casino con le chitarre e tutto il resto,
ho rovinato il baccaglio a un amico nuovo
ho fatto litigare con una bella ragazza un altro amico, non nuovo,
 poi son caduto con la bici,
 senza esserci sopra a pedalarci tra l’altro,
ho un gomito tumefatto, il destro,
un ginocchio internamente ballerino, il sinistro,
ho perso il tabacco, l’avevo in tasca, lo trovo più no,
 infine son stato arrestato e incriminato per sega colposa
ma son stato assolto perché non c’era coscienza nè volontà*

(e comunque, sappiatelo, alle volte dolorosa, alle volte spigolosa,
  ma alla fine la sega è sempre dolosa)

poi magari uno nel ritornando e nel barcollando
 ha uno sprazzo di lucida lucidità, di limpida limpidezza
 e magari uno si sente perso
 ma in verità vi dico
  non ci si può perdere
non ci si può perdere no
  perché non ci sono strade da prendere
perché non c’è nessuna strada da trovare o da ritrovare
 perché c’è un’unica sola strada
e ci stai camminando sopra proprio adesso

è questa vita ch’ è così,
l’alba è il mezzogiorno,
 il giorno è la notte,
l’acqua è il grandi negri,
il cibo no,
 l’amaro amare è dolce

ma debbo darmi una calmata, lo so

d’ora in poi porterò sempre con me nel portafoglio
una foto di luciano bianciardi
 con quella sua faccia lì che non ti vuol guardare
  che non ne vuol sapere

d’ora in poi indosserò sempre una medaglietta
 tipo cane
con su il mio indirizzo
e che si mette a suonare allarmata
  quando che afferro il terzo grandi negri
(facciamo il quarto, via)
e poi s’ illumina e c’è su scritto
“se m’illumino, per favore, strappagli quel bicchiere
   e porta a casa questo immenso
 stronzo”

gli amici miei sono avvertiti

son appezzi e
debbo darmi una calmata, lo so,
  prima che del tutto mi disperda
 ma purtroppo mi sa che forse
  è che l’adoro
questa merda


* ringrazio il magistrato (di cui non conosco il nome) che qualche sera fa mi ha insegnato i concetti di sega colposa e dolosa

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amoràzzo

gen 13 2012 Published by under ripostiglio

non è che per caso, per qualche cazzo,
 non è che qualcuno ha visto il mio amoràzzo?

lo so,
 so, lo,
  che rima del menga,
che rima facile, mi dici,
 ma visto che te sei facile no
almeno la rima
  lasciamela dire
 lasciamela fare
facile

è che ieri mangiavo la maionese con il tonno
  a cucchiaiate
 quando mi son detto
che bontà
 quando mi son detto
  te dove sei finita?
quando mi son detto
ma checcazzo
 vado fin a cercare il mio amorazzo
e come ci vado?
per caso a ràzzo?
 rima facile
almeno quella, ripeto, non mi rompere

allora mi son detto
 io questo viaggio me lo faccio con la bici
ché son un tipo in fondo che ama pedalare
ho voluto la bicicletta
 e adesso ho bucato
  l’appuntamento col destino, tuo

ora sto su quest’ autostrada
 a mille chilometri dalla meta
e pedalo
 e non potrei farlo,
 nel senso,
  m’ha affiancato un camion
 con su sopra un bòb dylan qualunque
 che m’ha detto
guarda che t’arrestano, in bici sulla highway
e io di rimando
 come parli bòb, highway? really?
eppoi prima mi devon prendere

e mi son alzato in piedi in su i pedali
lasciandolo sul posto

la strada è libera ed è davanti
 ed è libera davanti
 e di dietro
tutti quanti
  mi stan’ a guardare
scalmanarmi per un nonniente
per due gambe e un’impermanente
 taglio di capelli
ma che mi piace da morire
 corti morbidi color del crepacuore

al casello dei tuoi occhi di tutti i colori (o quasi)
 ho tagliato di per un prato
così una volante m’ha inseguito
  con su un bòb dylan qualunque
 ma mi son alzato in piedi in su i pedali
lasciandoli sul posto

gli uccellini cantano
 e mi cagan sulla testa
cerco riparo di tra i cespugli
  a lato della carreggiata
ma son spine
ma son ortiche
 e lo so che con la parola ortiche
  si fa presto a far la rima facile

poi per un tratto di bretella
 m’ ha affiancato un triciclo
  con su sopra un bob dylan qualunque
vestito con un chiodo e niente sotto
 e mi superava e mi tagliava la strada per farmi finire di sotto
dalla rampa del viadotto
 e agitava la chitarra sulla testa
  pestando i piedi su i pedali del triciclo senza mani
cercando di colpirmi di taglio la faccia
 urlandomi
gudmàno, come ti senti adesso, eh?
com’è adesso che ti senti, eh?
dai rotola! rotola! rotola giù!

maledetto bòb qualunque
 ci dico
  beviamoci una cosa dai
che porca madosca
da quant’è che lo facciamo no?
 tutta questa sobrietà finirà per ammazzarci,
ci dico
e lui a me
minchia gudmàno
 riesci manco a star dietro a un settantenne
 con la chitarra in una mano
io di oggi ho già bevuto di abbastanza

così ci siam fermati vicino al ciglio dell’autostrada
 l’ho guardato pisciare
  l’ho ammirato
  che portamento! ho pensato
  che prostata!
e son ripartito

il sole era lontano
 la meta era lontana
  il tramonto mi tramortiva
’ son fermato all’autogrill
  manco un posto apposito per legare la bici
preso il panino al salame
 uscito
’ ruttato
’ ripreso il mezzo a pedali
’ guardato l’avanzo d’autostrada
  e tutti i cazzi e gli amorazzi
mi son alzato in piedi in su i pedali
e li ho lasciati lì sul posto

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