venèrdio 30 gennaiolo, prossimo, venturo, dovrei esser puntuale nel farmi trovare appoggiato a una parete del locale nomàto “fattore K sofà cafè“, il sofà lo spostiamo a favore del pubblico, che se c’è, quando c’è, è ben accetto.
affianco alla mia personcina appetitosa, dovrebbe dislocarsi in tutta la sua magnifica beltà baffuta quel manigoldo di sergio di gennaro, incorporato al piano jazz e agli sguardi persi nei soffitti tutti crepe.
va in scena il bravuomo bar, piccolo momento di intrattenimento a base di letteratura, alta, media, bassa, medio-bassa e molto bassa. a volte brutta, dicolo, nonostante noi due, artisti, ci si stagli sullo sfondo anni settanta del locale che è appena stato il set per l’ultimo video di moby, ci si stagli, dicevo, come due belluomini d’una bellezza potente che lèvati.
ne siamo consapevoli: siamo uomini di nicchia, artisti d’angolo, performer appuntiti, a volte fastidiosi, ma possediamo un’alchemica sapienza nel trasformare il vino in parole e note. quasi sempre che ne val la pena.
ah, e presto il bravuomo bar ritorna anche su radio catrame19.
pròsit.

è con un bicchiero in una mano, e nell’altra sempre il rompighiaccio, la fiaschetta mia compagna di mille avventure, la bottiglietta mignòn di gin, il portacenere comperato a ibiza con su il ramarro, il tabacco pueblo e le cartine bravo (che kinda giocoliero son?), che vi dico, in sincerità e in purezza, una cosa che saprete già, ma ve la dico lo stesso: il mondo sta crollando. non so perché ma mi vien in mente come che ci sta propio bene, il termine collapse. il mondo collapsa. lo vediamo tutti i giorni, abbiamo le prove sotto gli occhi.